Stefanaconi, commissariamento prorogato per altri sei mesi: pesa l’ombra della ’ndrangheta
La gestione commissariale del Comune di Stefanaconi è stata prorogata per altri sei mesi. La decisione è contenuta nella relazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, con cui viene ribadita la necessità di una «massima discontinuità rispetto al passato» per interrompere le forme di condizionamento mafioso ancora radicate nell’ente.
Le ragioni della proroga
Secondo il Viminale, le risultanze dell’operazione Petrol Mafie, che ha coinvolto anche l’ex sindaco Salvatore Solano, hanno confermato «la compromissione dell’amministrazione comunale nel suo complesso» e la presenza di collegamenti con esponenti della criminalità organizzata. Solano, già presidente della Provincia di Vibo Valentia, è stato condannato in primo grado a un anno per corruzione elettorale e la Dda di Catanzaro ha presentato appello chiedendo una condanna a otto anni per reati aggravati dalle finalità mafiose.
Lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, disposto nel luglio 2024, è stato anche confermato dal Tar, che ha respinto il ricorso dell’ex primo cittadino.
Riorganizzazione e opere pubbliche
Per il ministero dell’Interno e la Prefettura di Vibo Valentia resta «concreto il rischio di illecite interferenze della criminalità organizzata», motivo per cui è stata ritenuta necessaria la proroga dei commissari per completare un programma di opere pubbliche e una profonda riorganizzazione degli uffici.
In questi mesi i commissari sono intervenuti su diversi settori considerati sensibili: polizia locale, edilizia residenziale pubblica, depurazione, sistema scolastico, abusivismo edilizio ed evasione tributaria, nel tentativo di riportare l’ente nel solco della legalità.
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