Veneto

volantini Azione Studentesca contro docenti di sinistra

In alcune scuole di Vicenza, Azione Studentesca, gruppo studentesco di destra, nei giorni scorsi, ha fatto circolare volantini che chiedevano di riportare episodi in cui “insegnanti di sinistra” facessero propaganda in aula.

La notizia è emersa dopo che Libero ha pubblicato il racconto di uno studente della provincia di Vicenza che ha segnalato un professore di storia che aveva definito gli alpini criminali e resosi protagonista di altri atteggiamenti propagandistici.

Il caso ha immediatamente varcato i confini delle aule scolastiche, innescando un acceso scontro politico che coinvolge sia il Parlamento che il Consiglio regionale.

La senatrice vicentina di Italia Viva Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Istruzione e Cultura, ha reagito con durezza parlando apertamente di una “inaccettabile schedatura ideologica“. Sbrollini ha annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare, sottolineando come il fenomeno non sia isolato: “Quanto sta accadendo riguarda scuole di tutta Italia – ha affermato -. Il ministro Valditara ha avviato accertamenti solo dopo le proteste delle opposizioni. Ora il partito di Giorgia Meloni deve spiegare cosa intende fare“. Secondo la senatrice, il rischio è quello di minare il clima di fiducia e libertà necessario all’interno delle istituzioni scolastiche.

Sul fronte regionale, la risposta più sonora è arrivata da Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. Un suo post sui social su questo argomento è diventato virale superando le 350 mila visualizzazioni. Cunegato ha definito il questionario di Azione Studentesca un fatto gravissimo che ricorda le “liste di proscrizione”, collegandolo inoltre alla recente circolare ministeriale sulla segnalazione degli studenti palestinesi.

“Contro questo clima da caccia alle streghe – attacca Cunegato – mi autodenuncio anch’io: sono un insegnante di Filosofia, amo la scuola e sono di sinistra”. Il consigliere regionale ha poi difeso il ruolo pedagogico del dubbio e del pensiero critico: “È questo che spaventa la destra: una scuola dove si impara a pensare, non a obbedire. Lo abbiamo visto anche con la censura al Liceo Fogazzaro di Vicenza.

Sorvegliare i docenti o censire gli studenti significa trasformare la scuola pubblica in un luogo di controllo e omologazione. Se difendere i diritti umani e la Costituzione significa essere ‘di sinistra’, allora lo rivendico con orgoglio”.


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