Così i nativi americani si difendono dall’Ice
Sioux, Navajo, Apache. Da questo lato dell’Atlantico, quando si pensa ai cosiddetti indiani d’America, sono spesso i primi nomi che vengono in mente. Ma negli Stati Uniti le tribù di nativi americani riconosciute a livello federale sono 575. Chi ritiene di appartenerci, se risponde ai criteri per dimostrare di essere discendente di quegli antenati che vivevano in Nord America molto prima che ci sbarcassero gli europei, può richiedere una “tribal ID card”, una carta d’identità tribale.
Che cos’è la carta d’identità tribale
Un documento riconosciuto anche dal governo Usa, utilizzato dai nativi americani per accedere a diversi servizi: scuola, sanità, assistenza sociale e voto all’interno delle riserve, principalmente. Ma anche per viaggiare attraverso gli States – è accettato come metodo di riconoscimento per imbarcarsi su voli interni – e per accedere a diverse strutture federali. Fino ad ora.
Da qualche settimana a questa parte – dopo che gli agenti dell’Ice hanno ucciso Renée Good e Alex Pretti – la carta d’identità tribale è diventata anche uno scudo. Perchè può permettere di dimostrare in poco tempo di avere il diritto di vivere negli Stati Uniti.
La paura di essere «scambiati per latinoamericani»
Il 70 per cento dei nativi americani, oggi – come riporta Abc News – vive in aree urbane. A Minneapolis e Saint Paul, le cosiddette “città gemelle”, dove gli agenti dell’Ice hanno arrestato oltre 3000 persone in meno di una settimana, i nativi americani sono decine di migliaia. Sempre più preoccupati, come si legge su diverse testate d’Oltreoceano, che il loro colore della pelle li possa mettere in pericolo. «Chi non mi conosce può scambiarmi per latinoamericano», racconta un uomo a Abc News, «per questo ho tirato fuori dal cassetto la mia carta d’identità tribale e ora la tengo sempre nel portafoglio». Una scelta, quella di portare con sè il proprio documento, incoraggiata dalle stesse tribù.
La reazione delle tribù nativo americane
A decine, secondo Associated Press, stanno semplificando l’iter per richiedere la carta. Di base occorre dimostrare il proprio lignaggio o una certa percentuale di “sangue nativo americano”. Ma c’è chi abbassa l’età minima necessaria per fare domanda – che oscilla tra i 5 e i 18 anni, a seconda delle tribù – e chi toglie la tassa d’iscrizione, rendendo la procedura gratuita. Eventi organizzati in caffetterie del centro, sale di hotel e presso il Minneapolis American Indian Center hanno aiutato i cittadini tribali che vivono in città a entrare in contatto tra loro e condividere risorse, ha spiegato Christine Yellow Bird – che dirige l’ufficio satellite della Nazione Mandan, Hidatsa e Arikara a Fargo, nel North Dakota – a Abc News.
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