I Red Hot Chili Peppers contro il nuovo doc Netflix sulla band. Intanto il loro produttore su Anthony Kiedis: “E’ stonato”.

Inizio anno piuttosto movimentato per i Red Hot Chili Peppers. Ma partiamo dall’inizio.
Un paio di settimane fa Michael Beinhorn, produttore del terzo e quarto album della band, “The Uplift Mofo Party Plan “(1989) e “Mother’s Milk” (1991), si è lasciato andare ad alcune considerazioni non proprio lusinghiere nei confronti del leader e cantante della band.
Incalzato da un utente/fan sulla piattaforma forum Reddit sul perché John Frusciante avesse affiancato al canto Anthony Kiedis nel brano, tra l’altro tributo al compianto ex componente della band Hillel Slovak, “Knock Me Down” Beinhorn ha risposto:
Sono contento che ti piaccia così tanto “Knock Me Down” – è stata una grande svolta rispetto al suono dei RHCP fino a quel momento. John ha cantato la canzone (o meglio, la sua voce era più alta nel mix) perché la canzone era melodica e Anthony era/è stonato (cioè, non riesce a sentire l’intonazione). In ogni caso, John ha essenzialmente scritto la canzone, inclusa la melodia, quindi non era del tutto inappropriato che la cantasse (in più idolatrava un po’ Hillel). Potrei sbagliarmi, ma non credo ci sia una versione più lunga di “Knock Me Down” di quella presente nel disco (ovviamente, sono cose successe quasi 40 anni fa, quindi potrei dimenticare qualcosa). Per quanto riguarda come la band ha reagito al prodotto finale… beh… non ho mai scoperto cosa pensassero del mix finale. Tuttavia, quando ho finalmente fatto ascoltare ad Anthony i brani con le chitarre finite per la prima volta (non era stato a nessuna delle sessioni fino ad allora), è impazzito – non in senso buono. Penso che la band abbia un po’ ripudiato il disco per questo motivo.
Intanto negli ultimi giorni è stato annunciato “The Rise Of The Red Hot Chili Peppers” documentario sulla band targato Netflix e diretto da Ben Feldman (“Rich & Shameless”).
Il doc si concentra sui primi anni dei RHCP quando il chitarrista Hillel Slovak, che morì di overdose dopo la pubblicazione di “The Uplift Mofo Party Plan” era figura centrale del progetto.
In un comunicato ufficiale i Red Hot Chili Peppers hanno però preso le distanze dal film, prodotto tra l’altro proprio dal fratello di Slovak, dichiarando che non si tratta di un omaggio alla band, come invece ora viene pubblicizzato, ma un sentito tributo al chitarrista scomparso:
Cari abitanti dell’universo,
Circa un anno fa ci è stato chiesto di essere intervistati per un documentario su Hillel Slovak. Era uno dei membri fondatori del gruppo, un grande chitarrista e un amico. Abbiamo accettato di essere intervistati per amore e rispetto per Hillel e per la sua memoria. Tuttavia, questo documentario viene ora pubblicizzato come un documentario sui Red Hot Chili Peppers, cosa che non è. Non abbiamo avuto nulla a che fare con esso a livello creativo. Dobbiamo ancora realizzare un documentario sui Red Hot Chili Peppers. Il soggetto centrale di questo speciale Netflix è Hillel Slovak e speriamo che susciti interesse per lui e il suo lavoro.
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