Dissesto fu strategia politica per ottenere vantaggi sulla pelle dei cittadini

La recente definizione bonaria del contenzioso con la Iacp per gli alloggi di via Madonna di Loreto riapre con forza il dibattito sulla tenuta finanziaria del Comune di Frignano. I consiglieri di minoranza Aldo Simonelli e Vincenzo Mastroianni, assieme alla consigliera Giovanna Alidorante, oppositori nel 2022 alla dichiarazione di default, intervengono duramente per denunciare quella che definiscono una manovra politica sulla pelle dei cittadini.
“La chiusura della lite per il rione Iacp rappresenta, ben oltre i toni trionfalistici della maggioranza, la conferma plastica e inoppugnabile di quanto abbiamo denunciato dall’inizio – spiegano Simonelli e Mastroianni in una nota congiunta -. Quella che oggi viene spacciata per una vittoria amministrativa è in realtà la ‘pistola fumante’ di un’operazione politica basata su una massa passiva artificiosamente gonfiata. Ricordiamo bene quel consiglio comunale di luglio 2022, in cui l’amministrazione guidata da Lucio Santarpia ha votato il dissesto finanziario. In quel perimetro del default sono stati strumentalizzati e inseriti contenziosi come quello con Iacp e Acqua Campania, con cifre teoriche e astronomiche, ignorando deliberatamente la strada del buonsenso e degli accordi stragiudiziali che noi avevamo indicato come via maestra”.
I due esponenti dell’opposizione pongono l’accento sulla sproporzione dei numeri che hanno portato al dissesto: “Risolvere oggi per poco più di 800.000 euro una pendenza di quasi 6 milioni, cifra che è sempre stata irreale, dimostra che il dissesto non è stato un evento ineluttabile imposto dai numeri ma una deliberata strategia volta a ottenere il vantaggio politico di un ‘azzeramento contabile’ delegato a una Commissione esterna. Una scelta che ha scaricato cinicamente il costo sociale della manovra sulle spalle dei cittadini frignanesi attraverso la pressione fiscale al massimo e il blocco dei servizi”.
Per Simonelli e Mastroianni, il risultato odierno smentisce i presupposti tecnici del 2022: “Non si può oggi rivendicare come successo un risultato che demolisce proprio quel castello accusatorio costruito dall’amministrazione per giustificare il default, rivelando come la scelta di commissariare i conti pubblici sia stata dettata da una volontà di potenza tecnica basata sul nulla piuttosto che dalla reale necessità di salvare l’ente. La nostra opposizione, allora tacciata di ostruzionismo, trova oggi una legittimazione definitiva: avevamo ragione nel sostenere che con un piano di riequilibrio serio e una capacità negoziale degna di questo nome, Frignano avrebbe evitato l’umiliazione e il danno del dissesto, ma si è preferito forzare la mano per assecondare convinzioni politiche che oggi, davanti ai fatti, si sgretolano definitivamente”.
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