171 denunciati dai Carabinieri. Recuperati 185mila euro
Una pioggia di denunce ha acceso i riflettori sui raggiri digitali che da mesi colpiscono i cittadini della Capitale: conti svuotati, acquisti online mai arrivati, false promesse di sicurezza bancaria.
Dietro questi colpi, un’organizzazione di truffatori che sapeva sfruttare le paure e la distrazione delle vittime.
Grazie al lavoro delle Stazioni della Compagnia Parioli, i Carabinieri hanno ricostruito la rete e mappato le tecniche più insidiose usate dai malviventi.
Truffe hi-tech, tra messaggi ingannevoli e siti esca
I truffatori hanno messo in campo schemi sempre più sofisticati:
Smishing e falsi uffici antifrode: un messaggio sullo smartphone annuncia problemi con il conto, seguito da una chiamata di un “operatore” che parla di dipendenti infedeli.
La vittima, convinta di agire per proteggere i risparmi, trasferisce il denaro su conti controllati dai truffatori.
Siti esca per biglietti e assicurazioni: portali identici a quelli ufficiali con offerte incredibili, creati solo per carpire i dati della carta di credito.
Truffe sulle consegne: email o SMS che segnalano problemi con pacchi in arrivo, invitando a pagare piccoli “oneri doganali” su siti falsi, svuotando conti correnti ignari.
Seguendo il flusso dei soldi
Gli investigatori hanno ricostruito l’intera filiera dei pagamenti, incrociando dati bancari e attività sui social network usati come aggancio.
Il risultato è impressionante: 171 persone denunciate per truffa aggravata e 185.000 euro recuperati, già restituiti ai legittimi proprietari.
I consigli dei Carabinieri
Per evitare di cadere nella rete dei truffatori:
Le banche non chiedono mai di trasferire soldi su conti “sicuri” al telefono.
Mai cliccare link ricevuti via SMS per accedere all’home banking.
Diffidare di offerte troppo vantaggiose su siti poco noti, per biglietti o polizze.
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