«Condanne per tutti i reati contestati»

CORINALDO – Evidenti le violazioni delle norme alla Lanterna Azzurra per i pm Gubinelli e Bavai che hanno chiesto la revisione della sentenza di primo grado, definita «ingiusta e illegittima». È quanto emerso ieri a conclusione della requisitoria per l’udienza del filone bis sulla strage di Corinaldo, dove Emma Fabini, Mattia Orlandi, Benedetta Vitali, Daniele Pongetti, Asia Nasoni ed Eleonora Girolimini morirono nella calca dopo che una banda di baby rapinatori spruzzò spray al peperoncino in discoteca, l’8 dicembre 2018.
I passaggi
Sette gli imputati condannati in primo grado per il solo reato di falso: sei componenti della commissione di vigilanza del Comune e un consulente dei gestori del locale. Le pene inflitte nella sentenza emessa a giugno 2024 sono di un anno per Matteo Principi, ex sindaco di Corinaldo e presidente della commissione, Massimo Manna, responsabile del Suap, Francesco Gallo dell’Asur, Massimiliano Bruni, perito, e Stefano Martelli della polizia locale mentre un anno e 2 mesi per il vigile del fuoco Rodolfo Milani. Come componenti della commissione, nell’ottobre 2017 aveva rilasciato il permesso. Alla sbarra anche Francesco Tarsi, consulente della società che gestiva il locale, già condannato a 4 mesi. Assolto in primo grado Quinto Cecchini, socio della Magic srl che gestiva la Lanterna Azzurra e Maurizio Magnani, consulente dei proprietari dell’immobile. Per l’accusa le violazioni delle norme di sicurezza dovevano essere rilevate. «Confermare le assoluzioni sarebbe la scelta più facile ma anche la più sbagliata», ha detto il pm Gubinelli alla Corte d’appello chiedendo una condanna anche per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Senza considerare le attenuanti per il reato di falso, ritenuto non connesso alla strage nella sentenza di primo grado. «Molto italianamente – ha aggiunto Gubinelli – per anni si è andati avanti lasciando correre le violazioni delle norme». Ricordata l’uscita di emergenza adibita al passaggio del bestiame, la pendenza eccessiva, i gradini irregolari, la balaustra che ha ceduto sotto il peso della folla che cercava di uscire. A scatenare il fuggi fuggi, l’ambiente reso insalubre dallo spray al peperoncino azionato dalla banda di rapinatori, tutti in carcere con pene passate in giudicato. «Il pm Gubinelli è stato molto bravo – commenta Paolo Curi, vedovo di Eleonora Girolimini – ha detto quella che era la realtà. Ha spiegato che quel posto non doveva essere aperto. Se non lo avessero autorizzato tutto il resto non sarebbe mai accaduto».
Le reazioni
Giuseppe Orlandi, padre di Mattia spiega che «tutti di questa strage ricordano la banda della spray e l’affluenza oltre il limite, ma la prima causa del disastro è stata l’aver consentito l’apertura di una discoteca in un deposito con un’uscita di sicurezza idonea al passaggio del bestiame». Nulla di nuovo per la difesa: «La ricostruzione fatta oggi dai pm nulla aggiunge e modifica rispetto a quanto già accertato in primo grado – commenta l’avvocato Marina Magistrelli , legale di tre membri della commissione – . Per questo sono stati assolti i membri della Commissione di Vigilanza». La prossima udienza sarà venerdì, ma per la sentenza bisognerà attendere aprile.




