Disagio sociale in aumento, oltre 5.100 persone seguite dai Servizi sociali della Valle del Savio nel 2024 – Forlì24ore.it

L’assessora Carmelina Labruzzo risponde a un’interrogazione in Consiglio: “Un lavoro quotidiano, silenzioso e indispensabile che mette al centro la persona”
Il disagio sociale è una realtà in crescita costante anche nel territorio della Valle del Savio, fotografata non solo dalle percezioni diffuse ma soprattutto dai dati ufficiali. A ribadirlo è l’assessora ai Servizi per la famiglia e la persona Carmelina Labruzzo, intervenuta in Consiglio in risposta a un’interrogazione del gruppo consiliare della Lega, illustrando una relazione articolata di oltre 25 pagine sullo stato dei Servizi sociali dell’Unione dei Comuni.
Il quadro di riferimento è quello tracciato dalle analisi Istat e dai report Caritas: aumenta la povertà, crescono le famiglie sotto la soglia di sussistenza, con un coinvolgimento sempre maggiore di minori, e si amplia la platea dei cosiddetti working poor, persone che pur avendo un lavoro non riescono a mantenere un’esistenza dignitosa. Un fenomeno aggravato dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici, che incide sull’accesso ai servizi essenziali, al lavoro stabile e all’abitazione, fino a determinare una preoccupante rinuncia alle cure mediche per motivi economici.
Secondo il Centro studi di Unimpresa, che nel 2024 ha rielaborato i dati Istat, sono oltre 8 milioni e mezzo gli italiani a rischio povertà o esclusione sociale. Un dato che trova riscontro anche a livello locale, dove emergono forme di fragilità sempre più complesse. “In questo contesto – ha spiegato Labruzzo – il disagio assume spesso tratti multifattoriali e può sfociare in comportamenti antisociali, episodi di violenza o, soprattutto tra i giovani, dinamiche di ritiro e regressione”.
È in questo scenario che operano quotidianamente i Servizi sociali della Valle del Savio, chiamati a intervenire su situazioni di estrema complessità: famiglie in difficoltà, anziani trascurati, minori vittime di abusi, donne intrappolate in relazioni violente, nuclei familiari segnati da degrado economico e sociale. “I casi che arrivano all’attenzione dei media – ha sottolineato l’assessora – rappresentano solo una minima parte di una realtà molto più ampia. Il nostro compito è agire nel pieno rispetto della persona, senza ammettere strumentalizzazioni di alcun tipo”.
Nel solo 2024 sono state 5.112 le persone prese in carico dai Servizi sociali dell’Unione, un numero che restituisce la dimensione di un lavoro continuo, delicato e spesso lontano dai riflettori. Labruzzo ha infine richiamato alla necessità di prudenza e responsabilità nella lettura degli eventi più gravi: “Il rischio non è mai eliminabile in modo assoluto. La funzione dei Servizi sociali non è garantire l’assenza totale di criticità, ma ridurre, contenere e governare il rischio attraverso interventi professionali e integrati”. Un presidio di coesione sociale che, in una fase storica segnata da fragilità diffuse, resta fondamentale per la tutela dell’intera comunità.
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