Economia

Medicina e sanità “premiano” le partite Iva


Protagonisti indiscussi del lavoro autonomo nell’anno appena trascorso, i medici specialisti e della diagnostica guidano la classifica delle professioni meglio remunerate nel Bel Paese redatta dalla “digital company” Fiscozen, analizzando oltre 40mila partite Iva. In particolare, con un fatturato medio annuo di oltre 58mila euro, cardiologi, psichiatri, pediatri, ginecologi e radiologi sopravanzano gli addetti alla produzione cinematografica, video e programmi tv (circa 41mila euro) nonché gli elettricisti specializzati in impiantistica civile e industriale (poco più di 40mila euro). Fuori dal podio, influencer e ‘content creator’ (40mila euro, in crescita del 23% rispetto al 2024), ingegneri progettisti (39mila euro), dentisti e odontoiatri (38mila euro), infermieri (37mila euro). In rapida ascesa anche i ricavi di intermediari immobiliari (+17,6%), formatori sportivi (+15,7%) e agenti assicurativi (+15%). “La crescita degli introiti dei ‘content creator’ insieme a quella di professionisti più ‘tradizionali’ quali sono medici e ingegneri dimostra che il mercato oggi premia l’iperspecializzazione – commenta Enrico Mattiazzi, ceo di Fiscozen – È il segnale che i giovanissimi vedono nella libera professione un modello davvero allineato ai loro valori: meritocrazia, flessibilità e armonia tra vita e lavoro. Non è solo questione di fatturati, dunque, ma della libertà di essere padroni del proprio percorso lavorativo”.

In base a uno studio condotto da Fiscozen che ha coinvolto 237 psicologi in tutta Italia, le partite Iva sono, tuttavia, la categoria professionale più esposta a problemi di salute mentale legati al lavoro quali ansia, stress, insonnia e burnout. Tra le cause principali figurano la mancanza di tutele per malattia e maternità, le difficoltà nell’accesso al credito, la pressione fiscale nonché le preoccupazioni legate alla ricerca di nuovi clienti e alla gestione degli elevati carichi di lavoro. Il riposo, del resto, è poco e non pienamente rigenerante condizionato com’è dalla reperibilità che i lavoratori a partita Iva devono assicurare ai loro clienti. Secondo un sondaggio realizzato da Fiscozen, le ferie, ritenute importanti se non addirittura fondamentali dal 77% dei liberi professionisti, vengono programmate in anticipo solo nel 42% dei casi. Nel restante 58% ci si muove all’ultimo momento e, comunque, per brevi periodi, restando tendenzialmente in Italia. Rigorosamente connessi in wi-fi.


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