Lazio

16 arresti a Roma. Tra i pusher anche due donne in un autolavaggio

Una strategia di “sicurezza partecipata”, che unisce il lavoro sul territorio dei Falchi della Polizia di Stato alle segnalazioni anonime dei cittadini attraverso l’app YouPol.

È così che la Questura di Roma ha aggiornato la mappa dello spaccio in città, intercettando le nuove rotte della cocaina e del crack e smantellando una rete sempre più capillare e creativa nel tentativo di eludere i controlli.

Dai Falchi a YouPol: così cambia lo spaccio

L’attività investigativa ha incrociato appostamenti mirati e controlli dinamici con le indicazioni arrivate direttamente dagli utenti, permettendo agli agenti di individuare modalità operative sempre più fantasiose.

I blitz scattati negli ultimi giorni raccontano di una criminalità capace di mimetizzarsi nei luoghi più insospettabili.

L’autolavaggio diventato base di scambio

A Labaro, in via Falcade, due donne avevano trasformato un autolavaggio a gettoni in una sorta di ufficio per lo scambio droga-denaro.

La cocaina veniva custodita in un barattolo nascosto vicino al cambio dell’auto, pronta per essere consegnata senza destare sospetti. Il via vai di clienti, apparentemente innocuo, serviva in realtà a coprire l’attività di spaccio.

La droga nascosta nel reggiseno

Più articolato il tentativo di depistaggio messo in atto a Corso Francia, dove una coppia fermata per un controllo aveva giustificato il viaggio come una semplice visita a una parente.

La perquisizione ha però smontato la versione: una parte della droga era sul tavolo della cucina, mentre il resto — 19 dosi tra crack e cocaina — era nascosto nella biancheria intima della donna.

L’appartamento trasformato in deposito

A Portuense, grazie a una segnalazione arrivata tramite YouPol, gli agenti del Distretto San Paolo hanno scoperto un appartamento utilizzato come vera e propria casa-magazzino. All’interno, la droga era pronta per essere smistata. Un romano di 51 anni è stato arrestato.

I “rider” dello spaccio via social

Tra Trevi, Campo Marzio e Romanina è emersa invece una rete di cinque pusher che operavano come veri e propri corrieri della droga, raccogliendo ordini attraverso piattaforme social.

Le consegne avvenivano in punti d’incontro concordati, con spostamenti rapidi per ridurre al minimo il tempo di permanenza in strada ed evitare controlli.

Una rete che arriva anche fuori Roma

L’operazione si è estesa anche oltre il perimetro cittadino, lungo i grandi assi viari come Boccea, Tuscolana e Primavalle, fino a raggiungere i centri di Colleferro e Tivoli.

Qui la droga veniva nascosta nei luoghi più disparati: bagagli, intercapedini delle auto, sotto i vestiti, in un continuo tentativo di sfuggire ai controlli.

Tutti i fermi sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria, mentre prosegue l’attività di monitoraggio per contrastare un fenomeno che continua a cambiare pelle, ma che trova sempre più spesso un argine nella collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.

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