La festa dei 40 anni della Federazione Internazionale Cinesi di Roma
In occasione del quarantesimo anno dalla fondazione della Federazione Internazionale Cinesi di Roma l’Aula Capitolina ha ospitato delegati e rappresentanti istituzionali e non, italiani e cinesi, durante l’annuale conferenza.
L’aula consiliare intitolata a Giulio Cesare è sempre un luogo nel quale appena si arriva, anche se si è abituati, fa sospendere i battiti per poi farli accelerare.
Il Capitolium, il colle sacro di Roma – posto di fronte al Palatino che ne è il colle politico – ospita sulla sua cima l’Assemblea Capitolina, in Aula Giulio Cesare.
Accedervi non è cosa da poco incuneandosi in stanze dove la magia del tempo fa vibrare i sensi di coloro che le attraversano per poi alla fine del percorso salire gli ultimi gradini e ritrovarsi circondati in una storia che abbraccia e avvolge.
Gli scranni degli onorevoli consiglieri, il mosaico pavimentale, le bandiere esposte, le poltrone per gli ospiti, archi, colonne, muri, tutto rammenta la storia di Roma che nel pomeriggio di mercoledì 28 gennaio 2026, ha accolto la storia della Cina e della comunità cinese a Roma offrendo ospitalità ed accoglienza ai rappresentanti della Repubblica Popolare Cinese ed della Federazione delle Associazioni dei Cinesi d’Oltremare di Roma.
L’emozione era palpabile negli occhi e nei gesti degli ospiti come lo era negli sguardi dei padroni di casa, affascinare coloro che sono abituati alle magnificenze orientali non è cosa da poco, vero, ma si era pur sempre in Aula Giulio Cesare.
Galateo istituzionale rispettato alla perfezione ma, questa volta è un ma necessario, mai affettato o rigidamente gestito in maniera impersonale; quando, infatti, Cheng Peng- Presidente della Federazione delle Associazioni dei Cinesi d’Oltremare di Roma- ha iniziato il suo discorso si è subito compreso come l’annuale conferenza avrebbe avuto sfumature e profumi differenti.
Essere lì, poter accogliere altri rappresentanti delle diverse associazioni cinesi a Roma, offrire gli onori di casa alla Ministra Consigliera dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese Guo Lin, a sua volta contenta di poter rappresentare le istituzioni cinesi, ha mostrato a tutti come, volendo, distanze e chiusure reciproche possono essere superate in virtù di una comune idea volta all’amicizia ed alla cooperazione.
Massimiliano Valeriani – Presidente della Commissione Trasparenza della Regione Lazio – da sempre attento alle necessità della comunità orientale, consapevole dell’importanza di azioni che contribuiscano in maniera proattiva e non semplicemente reattiva al suo sviluppo; Cristina Michetelli – Delegata al Patrimonio e al Bilancio di Città Metropolitana e per l’occasione delegata dal sindaco a porgere gli onori di casa- grazie alla quale è stato possibile vivere la festa in aula Giulio Cesare, che ha ribadito come i rapporti tra il nostro Paese e la Cina siano antichi, millenari e legati ad attività e scambi commerciali e culturali; Giammarco Palmieri- Presidente della Commissione Ambiente e delegato, per l’occasione, del Sindaco di Roma che ha confermato la forte volontà di costruire insieme percorsi di condivisione e di visione volti al benessere generale e collettivo; ed infine la scrivente che si è soffermata sull’importanza della cultura come volano di cooperazione e di stimolo hanno avuto l’onore di rappresentare Roma e le sue istituzioni durante tutta la festa.
Consapevole di pensare e scrivere all’italiana non si può non ringraziare seguendo anche l’esempio di Cristina Michetelli che lo ha fatto pubblicamente Liliana Liao, costruttrice con le sue azioni quotidiane di quei ponti culturali dei quali si è appena accennato sopra.
Cina e Italia, Cina e Roma unite in un percorso culturale di reciproca conoscenza e stima che, ne erano tutti consapevoli, permetteranno a molti di poter esplorare nuovi orizzonti e conoscere così nuove visioni, assaporare nuovi sapori e farsi inebriare da profumi intesi ed avvolgenti.
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