Economia

Standard and Poor’s conferma il rating e alza l’outlook per l’Italia. Giorgetti: “Il lavoro paga”

ROMA – Standard and Poor’s conferma il rating dell’Italia ‘BBB+’ e alza l’outlook da stabile a positivo. È quanto emerge dalle tabelle sul sito dell’agenzia. “La traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga”, commenta il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti.

Secondo l’agenzia di rating newyorkese, “l’outlook positivo riflette la nostra aspettativa che, nonostante la persistente incertezza nel commercio internazionale, il settore privato diversificato dell’Italia continuerà a sostenere avanzi delle partite correnti, migliorando la posizione creditoria netta dell’economia nei confronti del resto del mondo, mentre il settore pubblico dovrebbe ridurre gradualmente il proprio indebitamento netto, avviando il debito pubblico su una lenta traiettoria discendente a partire dal 2028″.

L’impatto del Superbonus

Il rapporto deficit/Pil, rileva S&P, “è destinato a scendere al di sotto del 3% del Pil nel 2026″, “per poi ridursi solo marginalmente negli anni successivi”. Dal 2024, osservano gli analisti, “il Paese registra avanzi primari. Sebbene le uscite di cassa legate al Superbonus continueranno a gravare sul saldo di cassa tra il 2026 e il 2028, il loro impatto è in graduale attenuazione e dovrebbe scomparire entro il 2028-2029. Di conseguenza, l’elevato debito pubblico italiano, stimato al 136% del Pil nel 2025, è destinato a aumentare lievemente fino al 2027, per poi iniziare una graduale fase di riduzione”.

Le prospettive

“È probabile che la competizione politica, sia all’interno della coalizione di governo che tra i partiti di opposizione, si intensifichi in vista delle elezioni generali del dicembre 2027. Prevediamo che ciò limiterà l’ambizione politica e la portata di importanti riforme strutturali. È improbabile che le elezioni comunali del 2026 influenzino materialmente la politica nazionale”, scrive S&P.

“Il primo ministro Giorgia Meloni – aggiungono gli analisti – ha annunciato modifiche alla legge elettorale, tra cui un bonus di maggioranza più forte per migliorare la governabilità, ma le prospettive di approvazione rimangono incerte, dato il sostegno limitato e gli ostacoli costituzionali”.

Il risanamento dei conti

“Il risanamento del bilancio italiano è sulla buona strada. Prevediamo che il deficit di bilancio scenderà marginalmente al 2,9% del Pil nel 2026, dal 3,0% stimato per il 2025, poiché – è la stima di S&P – le imposte straordinarie su banche e assicurazioni, un’applicazione più rigorosa dell’Iva e le modifiche alla tassazione degli affitti a breve termine e dei regimi per gli high net worth compenseranno ampiamente i tagli alle imposte sul reddito per i redditi medi, la riduzione dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e il sostegno ai redditi bassi. Successivamente, prevediamo un ulteriore risanamento, con un deficit di bilancio che si ridurrà al 2,7% del Pil entro il 2029″.


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