Toscana

Morte di Leo: chiesto consiglio comunale aperto

“L’amministrazione dia risposte ai cittadini”. Con questo intento il gruppo consigliare di opposizione a Bibbiena, Lista di Comunità, ha presentato una richiesta formale per la convocazione urgenze di un consiglio comunale aperto. All’ordine del giorno la questione riguardante l’asilo nido di Soci, chiuso dal 12 novembre a seguito della morte del piccolo Leo Ricci.

La struttura, come noto, dopo la tragedia verificatasi nel giardino di pertinenza dell’edificio, si trova sotto sequestro giudiziario e i piccoli non hanno potuto fare rientro in classe.

foto consiglieri Lista di Comunita

Le famiglie – spiegano i portavoce di Lista di Comunità – da settimane vivono una condizione di forte disagio organizzativo, economico ed emotivo, senza certezze sui tempi e senza un percorso istituzionale chiaro di accompagnamento. Il peso dell’emergenza è ricaduto interamente sulle singole famiglie, chiamate a riorganizzare autonomamente lavoro, cura e quotidianità. Alcuni genitori hanno sentito la necessità di rivolgersi direttamente alla Regione Toscana per segnalare la gravità della situazione e cercare supporto. Un passaggio che fotografa con chiarezza il vuoto di comunicazione e di ascolto che si è creato in questi mesi.

Abbiamo inoltre più volte avanzato proposte concrete: dalla richiesta di attivare un tavolo di lavoro congiunto tra maggioranza e opposizione, alla valutazione di misure di sostegno economico, fino all’analisi di soluzioni temporanee alternative per garantire la continuità del servizio educativo. Proposte formulate in Commissione e in consiglio che non hanno però trovato alcun seguito operativo. La scelta della maggioranza di non attivare un tavolo di lavoro politico e condiviso rappresenta una responsabilità precisa, perché ha escluso il consiglio da un ruolo attivo e ha lasciato le famiglie senza un interlocutore istituzionale stabile.

Il silenzio e l’assenza di un percorso condiviso stanno alimentando disorientamento e sfiducia. Riportare questa vicenda dentro un confronto istituzionale trasparente non è una concessione politica, ma un dovere verso la comunità, che deve poter riconoscere nei propri rappresentanti eletti un punto di riferimento. Con la richiesta di un consiglio comunale aperto, chiediamo che il tema venga finalmente riportato nel luogo che gli è proprio: il Consiglio, spazio di confronto pubblico e di assunzione di responsabilità politica, perché l’amministrazione riferisca con chiarezza e perché i genitori possano esprimere direttamente difficoltà ed esigenze. Il disagio delle famiglie non può essere gestito con il silenzio né con decisioni unilaterali”.


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