Gaza, raid israeliano nel centro della Striscia. Domenica riapre il valico di Rafah con l’Egitto
L’aeronautica militare israeliana ha ucciso quattro uomini armati nel centro della Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf) in una nota, si trattava di “quattro terroristi” che si stavano avvicinando a militari israeliani impegnati nell’area. L’episodio si inserisce in un contesto ancora segnato da forti tensioni sul terreno, nonostante il cessate il fuoco in vigore.
Sul piano diplomatico e umanitario, Israele ha annunciato venerdì che riaprirà nel fine settimana il valico pedonale di Rafah, al confine tra Gaza ed Egitto, principale porta di accesso della Striscia verso l’esterno. La riapertura, prevista per domenica, consentirà una “circolazione limitata di persone”, dopo una chiusura quasi totale durata circa due anni.
A renderlo noto è stato il Cogat, l’organismo del ministero della Difesa israeliano responsabile del coordinamento degli aiuti a Gaza. Secondo la dichiarazione ufficiale, sia Israele sia l’Egitto procederanno ai controlli sui palestinesi in entrata e in uscita, mentre la supervisione del valico sarà affidata ad agenti europei. Ulteriori verifiche saranno effettuate da Israele nel corridoio adiacente, che resta sotto controllo militare israeliano.
Il valico di Rafah era stato chiuso quasi completamente dal maggio 2024, quando Israele ne aveva preso il controllo sostenendo la necessità di contrastare il contrabbando di armi da parte di Hamas. Solo in occasione di una breve tregua all’inizio del 2025 era stato riaperto temporaneamente per consentire l’evacuazione di pazienti medici.
La decisione di riaprire il passaggio arriva dopo il recupero, avvenuto lunedì, dei resti dell’ultimo ostaggio israeliano trattenuto a Gaza. Il giorno successivo, il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva anticipato che Rafah sarebbe stato riaperto in modo “limitato e controllato”.
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