Addio a Filiberto Rossi, partigiano e assessore delle Giunte rosse

Filiberto Rossi apparteneva a una generazione forgiata dalla storia, che ha conosciuto la guerra, la clandestinità, il dover scegliere in modo netto tra libertà e oppressione. Si è spento ieri a 97 anni dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale Mauriziano. Prima partigiano, poi in politica fino a diventare assessore comunale con delega all’Economato nella stagione delle Giunte rosse, quella dell’alleanza tra Pci e Partito socialista italiano, quando sindaco era Diego Novelli. La sua vita pubblica e privata è stata attraversata da una passione autentica per l’amministrazione della cosa pubblica. Il suo primo incontro con l’antifascismo era stato nel settembre del 1943, quando aveva appena quindici anni. Alla Spa di corso Ferrucci, dove lavorava come operaio venne coinvolto nella propaganda clandestina. Nelle riunioni segrete comprese le ragioni della lotta al nazismo e ai fascisti di Salò. Dopo la Liberazione fu anche dirigente della Uisp, dell’Arci, presidente della Circoscrizione 5. Fu lui l’artefice della istituzione delle sedi decentrate dell’anagrafe e la Città gli ha persino conferito il Sigillo Civico nel 2015. É stato un uomo di sinistra e in molti sui social in questi giorni ne hanno ricordato la sua figura e pianto la scomparsa. Il funerale si svolgerà lunedì 2 febbraio al Cimitero Monumentale di Torino, alle 15.30.
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