Emilia Romagna

Alpinisti morti sul Gran Sasso, chiesta l’archiviazione dell’inchiesta. “Nessuna responsabilità per i soccorsi”


La Procura di Teramo ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta per fare luce sulla morte di Luca Perazzini, 42 anni, e Cristian Gualdi, 48 anni, i due alpinisti di Santarcangelo di Romagna che nel dicembre del 2024 hanno perso la vita sul Gran Sasso dopo essere stati sorpresi da una tormenta di neve. 

Per quella tragedia, che ha visto i soccorritori dei due alpinisti rimanere a loro volta bloccati per sei giorni sulle alture del Gran Sasso a causa della feroce tormenta, l’unico indagato era un funzionario intermedio del Soccorso alpino e speleologico. Secondo quanto era emerso dall’inchiesta, erano state in totale 17 le chiamate per chiedere aiuto partite dal cellulare di uno dei due alpinisti romagnoli prima di morire sul Gran Sasso.

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L’indagine era partita in seguito a un esposto presentato dai familiari delle vittime, con l’obiettivo di far luce se, nel giorno dell’uscita sul Gran Sasso, sussistessero condizioni tali da consentire l’accesso in quota nonostante l’allerta meteo diramata dalla Protezione civile e se la segnaletica presente fosse adeguata. A gennaio era arrivata la prima denuncia, seguita ad aprile da un’ulteriore integrazione.

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L’inchiesta, coordinata dalla pm Laura Colica e avviata per omicidio colposo, aveva visto l’iscrizione del responsabile dei soccorsi come atto dovuto. Dopo accertamenti tecnici e verifiche, la Procura non avrebbe ravvisato responsabilità penali, chiedendo l’archiviazione al gip. I familiari potrebbero ora decidere di opporsi. I soccorritori a causa delle proibitive condizioni meteo riuscirono a raggiungere il luogo dove erano stati localizzati i due alpinisti solo sei giorni dopo la richiesta di aiuto, nella giornata del 27 dicembre.


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