rubati i catalizzatori da 8 bus nel deposito Ami. Bottino da 40mila euro

URBINO La banda specializzata dei catalizzatori ha colpito ancora. Furto al deposito Ami dove nella notte di mercoledì scoro sono stati rubati i catalizzatori da alcuni autobus parcheggiati. I componenti degli impianti di scarico sono stati sganciati e portati via da otto autobus, per un bottino che supera i 40mila euro.
L’operazione
Il furto è avvenuto durante una fascia oraria notturna in cui non era presente alcun addetto. Non è ancora del tutto chiaro da dove si siano introdotti gli autori del colpo e da dove abbiano compiuto la fuga, fatto sta che, come nel raid ad Ancona del 20 gennaio scorso, i soggetti si sono diretti subito su quei mezzi provvisti dei catalizzatori, portando via i pezzi da otto bus. L’Azienda ha provveduto a presentare formale denuncia alle autorità competenti ed a consegnare le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza. Le indagini sono nelle mani dei carabinieri di Borgo Santa Maria che stanno visionando i filmati per vedere se gli autori del furto sono riconoscibili. Ami ha già avviato le necessarie verifiche tecniche per valutare l’entità dei danni che «si presume – ha dichiarato il direttore generale Massimo Benedetti – oltre i 40mila euro». Ora si lavora per ripristinare nel più breve tempo possibile la piena operatività dei mezzi danneggiati. «Un atto indegno da condannare – hanno aggiunto, dalla sede di Urbino, il direttore generale e il presidente Ami Spa Ivan Santi – che lede gli interessi del territorio e del capillare servizio svolto dall’azienda. La tutela del patrimonio pubblico – concludono i vertici della società – è sempre un interesse di tutta la comunità».
Conerobus
Diverse le città italiane in cui si sono registrati questi casi: dal nord al sud e solo dieci giorni fa nel deposito di Conerobus, azienda dorica di trasporto pubblico dove i furfanti, in grado di operare rapidamente, hanno trafugato sei catalizzatori da altrettanti veicoli che erano parcheggiati nel perimetro del piazzale. Valore del bottino: 60mila euro. Non si esclude che a colpire siano stati gli stessi soggetti. Anche nel deposito in via dei Canonici i ladri pare siano andati a colpo sicuro su quei bus dotati del catalizzatore tanto ambito perché l’obiettivo non è il catalizzatore in sé ma ciò che contiene: oltre rame e argento, palladio, rodio e platino. Il fine dei ladri è scomporre i catalizzatori e rivendere le parti di valore al mercato nero. Ora gli 8 autobus sono fermi al deposito. Ingenti, come detto, i danni alle aziende di trasporto pubblico, le interruzioni del servizio e i disagi per i passeggeri. Occorrerà, ora, pensare ad installazioni di sistemi di allarme specifici per catalizzatori o di soluzioni di tracciamento per i mezzi così come ai pattugliamenti notturni nei depositi di personale addetto. Le telecamere installate non funzionano più nemmeno come deterrente.




