Scuole sotto assedio nel Municipio V: tre furti in una notte. Caliste: “servono interventi straordinari”
Non bastano i sistemi di allarme collegati al Numero unico di emergenza 112 a fermare le razzie.
Nel quadrante est della Capitale continua l’ondata di furti nei plessi scolastici, presi di mira con una preoccupante sistematicità da bande che sembrano ormai agire senza timore delle conseguenze.
Un’emergenza che sta mettendo in ginocchio scuole, famiglie e amministrazione locale.
L’appello del Municipio: «Servono interventi straordinari»
Di fronte a una situazione definita ormai insostenibile, il presidente del Municipio V Mauro Caliste ha formalizzato la richiesta di convocazione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, chiamando in causa direttamente i livelli istituzionali superiori.
Il Municipio, spiega Caliste, ha già messo in campo tutte le misure possibili nell’ambito delle proprie competenze. «Le risorse locali sono esaurite – è il messaggio – ora servono pattugliamenti più incisivi e strumenti di prevenzione che solo il Ministero dell’Interno può garantire».
La frustrazione è evidente: «Non se ne può più», ha ribadito il presidente, sottolineando come la sicurezza delle scuole non sia più solo un problema territoriale, ma una criticità di rilievo nazionale.

Scuole sotto assedio, comunità esasperate
A fotografare l’impatto quotidiano dei furti è l’assessora municipale alle Politiche scolastiche Cecilia Fannunza, che parla di conseguenze pesantissime per l’intera comunità educativa.
«Ogni furto – spiega – significa dover riprogrammare i servizi, riorganizzare le attività e togliere serenità ai bambini e alle famiglie». Un ringraziamento va alle Forze dell’Ordine per l’impegno costante, ma la consapevolezza è che, senza un rafforzamento della presenza sul territorio, il fenomeno rischia di continuare indisturbato.
I danni, infatti, non sono soltanto economici. La sottrazione di computer, strumenti tecnici e materiali didattici compromette il regolare svolgimento dei laboratori e delle attività quotidiane, costringendo dirigenti e personale scolastico a fronteggiare continue emergenze organizzative.
Un clima di incertezza che alimenta rabbia e preoccupazione, mentre dal territorio sale la richiesta di una risposta concreta e immediata per difendere luoghi che dovrebbero restare, per definizione, spazi sicuri.
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