Il simbolo di Campobasso restituito alla città: domani la riapertura del Castello Monforte | isNews
Dopo il completamento dei lavori che hanno riguardato la Corte interna e in attesa della realizzazione dei lotti successivi, con la riqualificazione del Sacrario militare, le Cisterne sotterranee e il Torrione sud-Ovest. Oggi la presentazione dell’intervento
di CARMEN SEPEDE
CAMPOBASSO. E’ il simbolo di Campobasso e da domani sarà restituito alla città, riqualificato e con la nuova funzione di ‘piazza d’incontro’.
Grande attesa per la riapertura del Castello Monforte, dopo il completamento del primo lotto di interventi, che ha riguardato la Corte interna, che restaurata e resa funzionale potrà essere utilizzata per manifestazioni ed eventi culturali e artistici.
La presentazione dell’intervento in una conferenza stampa al Comune di Campobasso, affidata a Dora Catalano, dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio, e agli architetti della Soprintendenza che hanno seguito e i progetti e i lavori.
Un’opera per complessivi 5 milioni di euro, con finanziamenti del Ministero della Cultura, da un accordo tra Comune di Campobasso, Soprintendenza e Ufficio dell’Autorità Urbana, che sarà realizzata per lotti funzionali, cosa che consentirà di tenere aperto il Castello durante lo svolgimento degli ulteriori lavori in programma.

Dopo il restauro della Corte saranno infatti restaurati il Sacrario militare, le Cisterne sotterranee che diventeranno uno spazio espositivo e il Torrione Sud-Ovest, con lo scavo archeologico e il camminamento. Ci sarà anche una passerella sopraelevata, in sostituzione dell’antico ponte levatoio che non potrà essere ricostruito, ha spiegato Catalano, perché quando fu costruito l’acquedotto una parte dell’area fu abbattuta con la dinamite, modificando la stessa morfologia della Collina Monforte.
“L’approccio progettuale del ‘nuovo all’interno dell’antico’ – ha chiarito Dora Catalano – si fonda sul rispetto dell’autenticità del manufatto storico, privilegiando soluzioni compatibili, sia dal punto di vista tecnico che percettivo. L’intervento di architettura contemporanea si inserisce all’interno di un manufatto storico, configurandosi come opera di valorizzazione di uno spazio interno alle mura. L’intervento non altera la struttura muraria esistente, ma si poggia su una piattaforma in elementi lapidei modulari, che definisce un sistema di gradonate e piani orizzontali destinati alla fruizione pubblica”.

La Soprintendente è quindi intervenuta sulla polemiche che c’erano state in città, sulla nuova pavimentazione della Corte e sull’ascensore installato nello spazio, “da parte di esperti un po’ improvvisati – ha detto – che hanno affermato che abbiamo privato il Castello della sua identità storica, senza tener conto dei rimaneggiamenti non sempre efficaci che erano stati effettuati nella seconda metà del Novecento”.

Grande l’attenzione all’illuminazione, mentre un elemento importante è stata la rimozione dei cavi presenti all’interno del cortile interno, che sarà seguita dall’eliminazione di antenne e ripetitori. Non mancheranno i servizi igienici, per sostituire il bagno chimico esistente, che saranno realizzati nell’area delle Cisterne sotterranee. Quindi la comunicazione, affidata all’impresa culturale e creativa justMo’, che affiancherà strumenti tradizionali — come pannelli esplicativi e segnaletica — a tecnologie digitali avanzate: dispositivi interattivi, proiezioni murali, video dedicati e contenuti multimediali che permetteranno ai visitatori di esplorare il castello nelle sue diverse fasi storiche, approfondire temi specifici e comprendere il legame del complesso con la città e con la fondamentale figura di Cola Monforte.
“Si restituisce alla città, una parte del Castello, la Corte interna, con l’aggiunta di elementi architettonici nuovi, che però si distinguono dalla pietra antica e preesistente – le parole dell’assessore ai Lavori pubblici Lello Bucci – elementi suggeriti dalla Soprintendenza, che hanno fatto venir fuori un manufatto molto funzionale e architettonicamente molto valido. E’ stato aggiunto un ascensore per i diversamente abili, per raggiungere i locali interrati delle antiche Cisterne, oggi non accessibili e oggetto dei lavori del secondo lotto insieme al restauro del Sacrario dei Caduti della Prima Guerra mondiale, elemento che caratterizza il Castello Monforte. Siamo soddisfatti di restituire questo monumento alla città, un po’ meno dei tempi di realizzazione, ma sappiamo che usualmente le opere pubbliche hanno tempi lunghi”.
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