Tutti pazzi per…! Ecco le serie più seguite dell’ultima settimana
30.01.2026 – 10.00 – È curioso come certe storie riescano a ritagliarsi uno spazio nell’immaginario collettivo, un dato dimostrato dall’indice degli ascolti sulle piattaforme streaming e dall’interazione che nasce sui social attorno a determinate serie: esatto, determinate, prodotti con un certo carattere, che evidenziano la tendenza del pubblico a immergersi – e tornare – in mondi specifici, senza seguire unicamente le ultime novità. Oggi c’è una grandissima tendenza a voler seguire una storia per potersi immergere in una determinata vibe, viverne appieno il suo aesthetic, elementi che talvolta prescindono il contenuto e i temi che la storia vi allega. Alcuni sono ormai familiari, altri più freschi, ma tutti hanno qualcosa che tiene lo spettatore incollato. In mezzo a questo rumore continuo, nell’ultimo periodo sono tre i tre titoli che spiccano più degli altri.
Il primo è senza dubbio Stranger Things, che continua a dimostrare come una serie possa diventare molto più di un semplice prodotto televisivo. Anche senza episodi nuovi all’orizzonte, il racconto ambientato a Hawkins resta stabilmente tra i più cercati e discussi. Il motivo non è solo la nostalgia anni Ottanta o il sovrannaturale: Stranger Things funziona perché parla di crescita, di legami che resistono al tempo e alla paura, di quell’età fragile in cui tutto sembra enorme. È una serie che molti non guardano più “per sapere come va a finire”, ma per il piacere di ritrovare personaggi che ormai sembrano amici di vecchia data.
Accanto a un titolo ormai così iconico da potersi già definire un classico (e che forse un giorno sarà etichettato come cult?), si accosta Fallout, trasposizione televisiva dell’iconico franchise videoludico che ha trasformato l’apocalisse in racconto umano e surreale. Il suo successo recente è legato alla capacità di mescolare toni diversi: l’ironia nera convive con la brutalità del mondo post-apocalittico, mentre i personaggi cercano un senso di umanità in un contesto che sembra averla dimenticata. Nel corso dell’ultima settimana questa serie si è fatta notare nella sua capacità di offrire uno storto, ma affascinante, su cosa resta delle persone quando tutto il resto è andato perduto; catturando anche l’attenzione di chi solitamente non segue il genere.
Infine, Heated Rivalry, titolo recente ma già in forte ascesa, e che in Italia si sta ritagliando un pubblico di nicchia – dato che non è stato distribuito su nessuna piattaforma legalizzata, ma estremamente coinvolto: facendo un giro sui social “più giovani”, come TikTok o Instagram, si incorre in una cascata di video-edit e interviste ai due protagonisti, trovandosi invischiati in una camera di risonanza di tali contenuti quasi senza volerlo. La serie racconta una storia d’amore ambientata nel mondo dell’hockey, un contesto in cui la rivalità sembra non lasciare spazio a nulla altro. Quel che accende davvero il discorso attorno a Heated Rivalry sta nella chimica tra i due attori, che si estende ben oltre lo schermo, ma emerge anche nella loro spontaneità e loro presenza online: tanta è la popolarità che stanno guadagnando i due attori (Hudson Williams e Connor Storrie) da aver persino sfilato, nei giorni, a Feltre, come portatori della torcia olimpica per i Giochi Invernali Milano-Cortina 2026.
Oltre a questi titoli di punta, il panorama dello streaming è affollato da altre serie che meritano attenzione. È il caso di The Pitt, medical drama che riporta al centro il racconto umano del lavoro in ospedale: non solo emergenze e corsie, ma scelte morali, stress emotivo e relazioni che si intrecciano sotto pressione. Una serie che non urla, ma resta addosso. Più laterale ma altrettanto significativa è Landman, che porta lo spettatore in un universo poco esplorato dalla serialità contemporanea, quello delle trivellazioni, dei grandi interessi economici e dei compromessi personali che ne derivano. Qui il conflitto non è solo ambientale o finanziario, ma profondamente umano. Accanto a queste realtà più recenti, continuano a riaffiorare titoli che potremmo definire certezze narrative. The Night Manager resta uno di quegli esempi di serialità elegante e tesa che molti spettatori riscoprono ciclicamente, soprattutto quando cercano una storia compatta, adulta, costruita sulla tensione psicologica più che sull’azione pura. Ma il fenomeno più interessante riguarda i grandi ritorni: Game of Thrones e House of the Dragon stanno vivendo una nuova ondata di attenzione, probabilmente alimentata dall’uscita dello spin-off A Knight of the Seven Kingdoms. Un effetto domino che dimostra come l’universo creato da George R.R. Martin continui a essere una calamita potentissima: basta un nuovo tassello perché il pubblico torni a esplorare mappe, casate e intrighi. Qualcosa di simile sta accadendo anche con Euphoria, che ha riguadagnato visibilità e discussione online dopo il recente rilascio del trailer della terza stagione.
Le classifiche però potrebbero ribaltarsi da un momento all’altro, perché una nuova uscita potrebbe facilmente scacciare Stranger Things dal primo posto del podio: il ritorno di uno dei più grandi fenomeni Netflix degli ultimi anni, la quarta stagione di Bridgerton.




