Veneto

Autista fa scendere dal bus 11enne perché non ha il biglietto delle Olimpiadi, ragazzino torna a casa a piedi camminando sotto la neve per chilometri

Un fatto di incredibile crudeltà è avvenuto martedì in provincia di Belluno ai danni di un ragazzino che tornava da scuola con in tasca “solo” i soliti biglietti, quelli “ordinari” : è stato costretto a tornare a casa a piedi sotto la neve. E’ successo martedì al ritorno da scuola ad un ragazzino di 11 anni che è stato fatto scendere dall’autobus che doveva riportarlo a casa, da Vodo a san Vito di Cadore, in provincia di Belluno, perché non aveva il cosiddetto “biglietto olimpico” da dieci euro introdotto in occasione delle Olimpiadi.

Il ragazzino è tornato a casa a piedi percorrendo sei chilometri al freddo e sotto la neve camminando lungo la pista ciclabile. per questo la famiglia ha presentato denuncia per “abbandono di minore”. Il “Ticket Olimpico” da 10 euro è stato introdotto in occasione delle Olimpiadi ma non si può acquistare a bordo in contanti e il minore ha mostrato solo quello che aveva con sé, e cioè solo un blocchetto di biglietti “comuni”, quelli da 2,5 euro l’uno, così è stato fatto scendere dal mezzo. Dolomiti Bus ha avviato un’indagine interna. Il fatto è avvenuto a bordo della “Linea 30” in sub-affidamento a “La Linea spa”. Quest’ultima ha sospeso l’autista protagonista della vicenda.

Un episodio che sta creando un acceso dibattito sul funzionamento del trasporto pubblico locale in Cadore in una fase particolarmente delicata per il territorio, interessato dalle nuove misure organizzative legate alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Protagonista involontario della vicenda è un ragazzo di undici anni che, al termine delle lezioni scolastiche, è stato costretto a scendere da un autobus di linea e a percorrere a piedi diversi chilometri in condizioni climatiche difficili per rientrare a casa.

I fatti si sono verificati martedì lungo la linea 30 del trasporto pubblico, che collega Calalzo di Cadore a Cortina d’Ampezzo, passando per San Vito e Vodo di Cadore. Il servizio è in carico di Dolomiti Bus, titolare del contratto principale, ma viene svolto in subaffidamento dalla società La Linea Spa, azienda con sede a Marghera. Nel primo pomeriggio, dopo l’uscita da scuola, il minore ha raggiunto la fermata dell’autobus per fare ritorno alla propria abitazione, situata a Vodo di Cadore.

Al momento della salita a bordo, il ragazzo era in possesso di un carnet di biglietti ordinari del valore di 2,50 euro ciascuno, titoli di viaggio che fino a pochi giorni prima risultavano validi per la tratta. Tuttavia, in concomitanza con l’attivazione del cosiddetto regime “olimpico” sulla linea 30, era stata introdotta una tariffa speciale unica da 10 euro per la corsa, con l’obiettivo di adeguare il servizio all’incremento dei flussi previsto in vista dei grandi eventi sportivi. Il nuovo biglietto aveva sostituito, su quella tratta, i titoli ordinari e chilometrici.

Secondo quanto ricostruito, il conducente del mezzo ha ritenuto non valido il titolo di viaggio esibito dal ragazzo e gli ha comunicato che, per proseguire la corsa, sarebbe stato necessario essere in possesso del biglietto speciale da 10 euro. Il minore non aveva la possibilità di pagarlo con sistemi elettronici, al momento, così (in base al regolamento aziendale, agli autisti non è consentito accettare denaro contante a bordo, indipendentemente dalla lunghezza del tragitto) gli è stato detto che non poteva viaggiare su quel bus.

A quel punto, il bambino è stato fatto scendere dal bus in località San Vito di Cadore. Privo di telefono cellulare, che non gli era consentito portare a scuola, e senza possibilità di contattare familiari o conoscenti, ha iniziato il percorso a piedi verso casa. La distanza complessiva da coprire era di circa sei chilometri. Le condizioni ambientali erano rese particolarmente difficili dalla neve caduta nelle ore precedenti e dalle basse temperature, con il fondo stradale e la pista ciclopedonale in parte innevati e scivolosi.

Il ragazzo ha camminato a lungo con due zaini sulle spalle, uno contenente libri e materiale scolastico e l’altro l’equipaggiamento per l’ora di educazione fisica. È giunto a casa nel tardo pomeriggio, visibilmente provato, dopo aver trascorso oltre un’ora all’aperto. I familiari, una volta compresa la dinamica dell’accaduto, hanno contattato l’azienda di trasporto e, il giorno successivo, hanno presentato una denuncia/querela per abbandono di minore nei confronti dell’autista e di Dolomiti Bus.

La notizia ha avuto ampia eco a livello locale e nazionale, anche in considerazione del contesto territoriale e temporale in cui si è verificata. Dolomiti Bus ha reso noto di aver appreso dalla famiglia che il minore non ha riportato conseguenze gravi e che le sue condizioni di salute sono buone. Contestualmente, la società ha comunicato di aver avviato immediatamente una verifica interna per accertare in modo puntuale la dinamica dei fatti. La contestazione è stata estesa anche alla società La Linea, responsabile diretta del servizio e del personale in quel turno.

La Linea ha informato di aver attivato propri approfondimenti interni e di aver disposto in via prudenziale la sospensione dal servizio del conducente coinvolto, in attesa degli esiti delle verifiche. È stato inoltre precisato che i mezzi impiegati sulla linea sono dotati di sistemi di videosorveglianza e che le registrazioni potranno essere utilizzate per ricostruire con precisione quanto accaduto.

Parallelamente, la Procura della Repubblica di Belluno ha aperto un fascicolo sull’episodio, a seguito della denuncia presentata dalla famiglia. Gli accertamenti giudiziari si affiancano a quelli amministrativi e aziendali, con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità e valutare il rispetto delle procedure previste.

La vicenda ha suscitato reazioni anche sul piano istituzionale e politico. Il presidente della Provincia di Belluno ha sottolineato la gravità dell’episodio, evidenziando come, qualora fosse confermata la ricostruzione fornita dalla famiglia, ci si troverebbe di fronte a un fatto estremamente serio. Al di là degli esiti delle verifiche, è stato rimarcato come lasciare un minore a piedi in condizioni climatiche avverse rappresenti comunque una situazione critica.

Anche a livello regionale e locale non sono mancate prese di posizione. Consiglieri regionali e rappresentanti delle associazioni studentesche hanno collegato l’episodio alle difficoltà strutturali del trasporto pubblico nel Bellunese, segnalando l’aumento dei costi, l’introduzione di biglietti speciali e una generale complessità del sistema tariffario. Secondo queste posizioni, l’accaduto di Vodo di Cadore rappresenterebbe un caso emblematico di un modello che fatica a conciliare le esigenze dei residenti con quelle legate ai grandi eventi internazionali.

I sindacati degli autoferrotranvieri hanno annunciato di voler attendere l’esito degli accertamenti prima di esprimere valutazioni definitive, ribadendo tuttavia il principio generale secondo cui non dovrebbe mai verificarsi una situazione che comporti l’abbandono di un minore lungo il percorso.

L’episodio si inserisce in un momento in cui il territorio bellunese è al centro di importanti trasformazioni infrastrutturali e organizzative in vista delle Olimpiadi, con un’attenzione mediatica crescente e aspettative elevate sul funzionamento dei servizi pubblici.

LA POSIZIONE DI DOLOMITI BUS SULLA VICENDA

In relazione all’episodio segnalato in data odierna, Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene. La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea S.p.A. alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti.

La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio. Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti.

I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti. Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »