Friuli Venezia Giulia

Problemi di Godia e Beivars


Sono alte due metri, secondo i loro detrattori vanno a fuoco facilmente e sono anche brutte da vedere. È la carta d’identità delle venti rotoballe che da anni provocano malumore tra i residenti di Beivars. La questione dei cumuli di fieno è stata, infatti, tra le più seguite, al consiglio di quartiere partecipato di Godia-Beivars, che si è tenuto mercoledì sera in via Bariglaria. “Abbiamo già parlato delle rotoballe?” ha chiesto una residente arrivata all’incontro in leggero ritardo, a testimonianza di quanto l’argomento stia a cuore agli abitanti della zona. 

“Dentro ci sono topi e serpenti”

“Le rotoballe sono state raggruppate sul ciglio della strada poco prima del cimitero di via Emilia, dopo la costruzione del centro fotovoltaico — ci ha raccontato una preoccupata residente — in un campo mal tenuto, che aveva già preso fuoco due anni fa. Non solo, dentro trovano rifugio animali di vario genere, tra cui topi e serpenti. Ci è stato suggerito dall’amministrazione comunale di rivolgerci alla polizia municipale, e così abbiamo fatto. Abitiamo in un quartiere con vari problemi — ha concluso la donna — tra cui proprio la manutenzione delle strade, che non hanno nemmeno i marciapiedi”. La vicenda, tuttavia, dovrebbe avere presto un lieto fine. Da parte della Polizia locale si è assicurato che è stato raggiunto un accordo con l’azienda proprietaria del terreno e che le rotoballe dovrebbero essere rimosse nel giro di 15-20 giorni. 

Nella zona le auto sfrecciano a tutta velocità

Al consiglio di quartiere è stato sollevato un altro, ormai cronico problema, quello della velocità delle auto: “Corrono tanto — ha detto un’altra residente — qualche giorno fa un automobilista si è schiantato contro casa mia e per le conseguenze dell’incidente è finito in ospedale. Raggiungono anche i 90 chilometri orari, in via Emilia, in via Bariglaria, in via Pradattimis”. Gli abitanti del quartiere hanno proposto una serie di soluzioni per costringere i conducenti a rallentare, tra cui dossi, rilevatori di velocità e un’ipotetica rotonda da porre all’incrocio di queste vie. “Ci sono spesso partenze a razzo, soprattutto dopo l’apertura di un locale molto frequentato, che tra l’altro ha decisamente rivitalizzato la zona — ha aggiunto Mario Canciani, presidente del consiglio di quartiere —, nonostante ci siano tratti dove il limite è di trenta chilometri orari. Siamo molto indietro con le strategie di controllo della velocità: a Helsinki, che ha 800mila abitanti, hanno appena festeggiato un anno e mezzo senza incidenti mortali”.

Il comandante dei vigili: “Difficile usare gli autovelox”

Le idee dei residenti sono state prese in considerazione da Paolo Carestiato, comandante della polizia locale, in carica da tre mesi, presente all’incontro insieme all’assessora comunale alla Partecipazione e ai quartieri, Rosi Toffano. Carestiato ha spiegato che non è facile utilizzare i rilevatori di velocità: non essendo infatti omologati, il loro impiego è direttamente messo in discussione dagli automobilisti. “Comunque è un problema che va affrontato al più presto” ha chiosato.

Inquinamento acustico e forno crematorio

C’è ben poco da fare, invece, per l’inquinamento acustico e la presenza del vicino prossimo forno crematorio, altri due aspetti poco graditi dai residenti del quartiere: nel primo caso la responsabilità è delle automobili e delle moto particolarmente rumorose, “ma è difficile”, ha detto il comandante dei vigili, “arginare il fenomeno, essendo la polizia sprovvista di rilevatori di decibel”; per quanto riguarda il crematorio, invece, i residenti lamentano il probabile viavai di auto, e di carri funebri, dato dalle circa 8mila cremazioni che verrebbero effettuate ogni anno in via Emilia.

 


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