Jenny On Holiday – Quicksand Heart
Jenny Hollingworth delle Let’s Eat Grandma balla da sola con un piccolo ma deciso aiuto dell’immancabile Rosa Walton, spesso presente ai backing vocals in “Quicksand Heart” esordio in chiave solista nato dopo un periodo difficile, di sconforto e depressione, da cui la ventisettenne Hollingworth è uscita ripartendo da idee semplici e immediate.

Una semplicità da cui inizialmente Jenny era intimorita, spaventata dal suonare fin troppo canonica o prevedibile. Ha cercato l’aiuto del produttore Steph Marziano per completare questi dieci brani, incentrati su sonorità pop, tastiere e la chitarra di Jacob Berry con la testa agli anni ottanta e il corpo saldamente nel nuovo millennio.
La copertina, opera di Steve Gullick, ben rappresenta l’atmosfera di un disco in cui le emozioni sono fragili e precarie, la stabilità non è mai garantita. Jenny punta tutto sull’estrema sincerità dei testi e su arrangiamenti che mettono in risalto la freschezza dei ritornelli pop di “Good Intentions”, della title track, dell’esplosiva “Every Ounce of Me” o di “Push”.
Lorde è uno dei primi nomi che vengono in mente ascoltando “Quicksand Heart” in equilibrio costante tra la maturità espressa in ballate come “These Streets I Know”, “Pacemaker” o “Dolphins”, il pop folk di “Groundskeeping”, l’angelica e grintosa “Do You Still Believe In Me?”, l’elettronica, ritmata “Appetite”.
Fin dagli esordi le Let’s Eat Grandma hanno puntato molto sull’eccentricità e le personalità di Hollingworth e Walton sembravano spesso in simbiosi, quasi intercambiabili. “Quicksand Heart” è un album molto più intimo e decisamente meno bizzarro ma spontaneo, che nulla inventa ma piacevole all’ascolto, una vacanza forse inevitabile per la crescita artistica di una Jenny in continua evoluzione.
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