C’è una possibile strada per il cancro al pancreas, risultati promettenti in modelli murini
di M.T.
Una recente ricerca condotta in Spagna ha fornito risultati sperimentali promettenti nella lotta contro l’adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac), la forma più comune e aggressiva di tumore al pancreas. Il gruppo di oncologia sperimentale del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio), guidato da Mariano Barbacid, ha pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) uno studio che descrive come una combinazione di tre farmaci abbia portato alla regressione completa dei tumori pancreatici in modelli animali di laboratorio (modelli murini ndr.), con una risposta duratura e un profilo di tossicità relativamente basso nei topi trattati.
L’adenocarcinoma duttale pancreatico è noto per la sua aggressività e per la scarsa efficacia delle terapie esistenti. In larga parte dei casi (circa il 90 %) le cellule tumorali presentano mutazioni nel gene Kras, un oncogene che favorisce la proliferazione incontrollata e la resistenza alle cure. Per questo motivo gli scienziati del Cnio hanno sperimentato una strategia che mira contemporaneamente a tre proteine chiave coinvolte nella crescita del tumore: l’oncogene Kras, la proteina Egfr e il fattore di trascrizione Stat3. Inibendo questi tre “snodi” della segnalazione cellulare con composti specifici, nei modelli murini si è osservata una regressione persistente del tumore, fino a oltre 200 giorni dopo la fine del trattamento, senza evidenza di effetti collaterali gravi negli animali trattati.
I farmaci utilizzati includono un inibitore selettivo dell’oncogene Kras (daraxonrasib/Rmc-6236), un inibitore della famiglia Egfr (afatinib, già utilizzato in altri tumori) e un composto che degrada Stat3. Insieme, questi tre elementi hanno mostrato nei modelli sperimentali una capacità di incidere sul tumore più del trattamento dei singoli bersagli considerati separatamente.
Gli autori dello studio sottolineano la rilevanza dei risultati, soprattutto in un campo come quello del tumore al pancreas che ha visto progressi limitati negli ultimi decenni. Allo stesso tempo, precisano che questi risultati rimangono preliminari e confinati alla fase preclinica. Mariano Barbacid ha ribadito in conferenza stampa che, nonostante la durata senza precedenti della risposta nei modelli animali e il profilo di bassa tossicità, non è ancora possibile avviare studi clinici sull’uomo con questa combinazione terapeutica specifica.
La pubblicazione su Pnas segnala un passo significativo nella comprensione delle dinamiche biologiche del tumore e nella formulazione di terapie combinate razionali, ma la traduzione in trattamenti umani richiede ulteriori fasi di sviluppo. Queste includono la definizione di dosaggi sicuri, la validazione dei composti nei criteri regolatori e studi clinici controllati, che sono ancora da progettare e non hanno una tempistica definita.
Gli stessi ricercatori ricordano che i primi farmaci mirati contro specifiche mutazioni nel cancro al pancreas sono stati approvati nel 2021, dopo decenni senza nuove opzioni terapeutiche significative, ma hanno mostrato efficacia modesta nel tempo perché il tumore tende a sviluppare resistenze. La combinazione proposta nel nuovo studio punta a superare proprio questo limite, agendo su più vie molecolari contemporaneamente.
Il lavoro spagnolo rappresenta un contributo importante alla ricerca di terapie più efficaci contro il tumore al pancreas, mantenendo un approccio cauto sul percorso che porta dalle scoperte nei modelli animali alla disponibilità di terapie cliniche per le persone affette dalla malattia. Le tappe successive dipenderanno dalla conferma dei risultati in studi preclinici più ampi, dall’ottimizzazione dei composti e dall’avvio di studi clinici appositamente progettati.
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