Società

Lauree abilitanti, orientamento pre-universitario, STEM e diritto allo studio tra le priorità del MUR nell’Atto di indirizzo 2026

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato l’atto che orienta, per l’anno 2026, l’attività amministrativa e strategica del dicastero. Il documento si muove in continuità con le linee programmatiche già tracciate nel 2025 e si inserisce in un contesto più ampio di politiche pubbliche, in raccordo con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Piano strutturale di bilancio, il Documento programmatico di finanza pubblica e la programmazione europea.

La struttura organizzativa ministeriale, riformata e articolata in otto direzioni generali coordinate da un Segretario generale, costituisce lo sfondo operativo per il raggiungimento degli obiettivi fissati. L’azione è accompagnata da un monitoraggio continuo tramite il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028.

Attuazione del PNRR e riforme settoriali

Il completamento del PNRR è al centro della programmazione ministeriale. Il MUR punta al rispetto di milestone e target previsti per il 2026, ma guarda anche oltre la scadenza formale del Piano. Le azioni previste comprendono:

  • semplificazione e razionalizzazione delle procedure attuative, in collaborazione con la Struttura di missione della Presidenza del Consiglio;
  • rafforzamento della trasparenza amministrativa e della prevenzione della corruzione;
  • monitoraggio integrato dell’attuazione, con il supporto dell’Ispettorato generale per il PNRR;
  • verifica degli impatti delle politiche messe in campo, non solo in termini formali ma anche sostanziali;
  • comunicazione pubblica dei risultati raggiunti;
  • prosecuzione dei percorsi di riforma nei tre ambiti vigilati dal Ministero: Enti pubblici di ricerca, Università, Istituzioni AFAM, con riferimento ai principali riferimenti normativi (d.lgs. 218/2016, l. 240/2010, l. 508/1999).

Potenziamento dell’offerta formativa

L’espansione del diritto allo studio e l’adeguamento dell’offerta formativa agli scenari contemporanei sono punti qualificanti dell’Atto. Il MUR intende:

  • aumentare la disponibilità di borse di studio e alloggi per studenti fuori sede, con risorse strutturali e fondi del PNRR;
  • garantire misure di inclusione per studenti con disabilità o DSA, estendendo anche all’AFAM i benefici previsti;
  • consolidare i servizi di supporto psicologico e le attività di counseling;
  • proseguire con il contributo al canone di locazione per studenti;
  • promuovere l’“Erasmus Italiano” per la mobilità tra atenei nazionali;
  • aggiornare gli strumenti normativi per il diritto allo studio, con l’emanazione del decreto relativo ai LEP;
  • valorizzare i percorsi universitari per persone detenute, in sinergia con CRUI, ANDISU e Ministero della Giustizia;
  • completare la riforma delle lauree abilitanti;
  • sostenere l’orientamento preuniversitario, rafforzando i rapporti tra istituzioni accademiche e scuole;
  • ridurre il gender gap nei corsi STEM, puntando sull’attrattività per le studentesse;
  • innovare la didattica e favorire l’integrazione tra formazione in presenza e digitale;
  • monitorare la riforma dell’accesso ai corsi di area medica;
  • accompagnare la revisione della legge 240/2010, con il supporto del gruppo di lavoro tecnico-politico.

Allargamento della comunità di ricerca

L’estensione delle opportunità e delle risorse per la ricerca è considerata leva strategica. Le linee previste puntano a:

  • consolidare l’efficacia delle misure PNRR in materia di dottorato, coinvolgendo anche le istituzioni AFAM;
  • potenziare gli ecosistemi territoriali della ricerca, promuovendo la collaborazione tra università, enti e imprese;
  • integrare ricerca fondamentale e applicata;
  • semplificare le procedure di reclutamento accademico, superando l’attuale sistema di abilitazione scientifica;
  • valorizzare le infrastrutture di ricerca e sostenere l’accesso aperto a servizi e strumenti;
  • promuovere la valutazione della ricerca anche nel sistema AFAM, con riflessi diretti sul riparto delle risorse.

Programmazione nazionale e governo della ricerca

L’attuale frammentazione del sistema di finanziamento e governance della ricerca sarà affrontata tramite:

  • introduzione di un Piano triennale della ricerca, sostenuto dal nuovo Fondo per la programmazione (FPR);
  • istituzione della Commissione per la ricerca presso il CIPESS, a regia MUR;
  • aggiornamento del Programma nazionale della ricerca 2021–2027;
  • rafforzamento delle strategie nazionali su cybersicurezza e tecnologie critiche;
  • promozione della ricerca in settori avanzati come semiconduttori, IA, spazio, biotech, materiali innovativi.

Internazionalizzazione e cooperazione globale

Il documento individua come prioritaria la presenza italiana nei processi decisionali europei e internazionali. Le principali azioni riguardano:

  • partecipazione alla definizione del prossimo programma quadro europeo per la ricerca (FP10);
  • coordinamento delle politiche nazionali e comunitarie di coesione, in vista del nuovo bilancio UE 2028–2034;
  • rafforzamento della dimensione esterna del programma Erasmus+;
  • sviluppo dei titoli congiunti e delle Alleanze universitarie europee;
  • cooperazione con l’Africa nel quadro del Piano Mattei, promuovendo iniziative di transnational education;
  • sostegno all’apertura di sedi estere di università e istituzioni AFAM;
  • rafforzamento del ruolo italiano nello Spazio europeo della ricerca e nella partecipazione a infrastrutture internazionali.

Organizzazione e comunicazione istituzionale

Il MUR intende completare il processo di riorganizzazione interna, rafforzando capacità e identità. In particolare:

  • digitalizzazione dei processi e revisione dei sistemi informatici;
  • assunzioni mirate e potenziamento delle competenze interne, in particolare statistiche e analitiche;
  • continuità nei percorsi formativi su digitalizzazione e cybersicurezza;
  • azioni di comunicazione istituzionale, divulgazione scientifica e promozione pubblica del ruolo del Ministero;
  • sviluppo di misure di welfare per il personale;
  • sostegno alle attività del CUG per il contrasto alle discriminazioni.

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