Siglato il nuovo protocollo MIM-Banca d’Italia: educazione finanziaria in classe, ecco il piano per formazione e PCTO

Firmato il protocollo triennale MIM-Banca d’Italia per l’educazione finanziaria a scuola. Previsti formazione docenti, materiali didattici gratuiti e nuovi percorsi PCTO per l’orientamento. L’intesa attua la “Legge Capitali” nelle ore di Educazione Civica senza oneri aggiuntivi per gli istituti.
Il 28 gennaio 2026 il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, hanno sottoscritto a Roma un Protocollo d’intesa di durata triennale. L’accordo definisce gli strumenti pratici per portare l’educazione finanziaria nelle aule di ogni ordine e grado, dando attuazione alle recenti normative sull’Educazione Civica.
Il documento nasce da una precisa cornice legislativa: la legge 5 marzo 2024, n. 21 (cosiddetta “Legge Capitali”) e le successive Linee Guida per l’insegnamento dell’educazione civica del 7 settembre 2024. Queste norme hanno elevato l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale a obiettivo di apprendimento prioritario.
Cosa cambia per la didattica: temi e strumenti
Il protocollo impegna le istituzioni scolastiche a trattare temi complessi con un approccio concreto. I docenti dovranno lavorare per “accrescere la cultura economico-finanziaria delle giovani generazioni, promuovendo l’uso responsabile delle risorse finanziarie”. Tra gli obiettivi formativi rientrano la pianificazione previdenziale, la gestione del denaro attraverso le nuove tecnologie digitali e la conoscenza degli strumenti di tutela del risparmio.
Per supportare il corpo docente in questo compito, la Banca d’Italia garantirà risorse specifiche. L’istituto si impegna a “realizzare, nelle modalità concordate con il Ministero, percorsi formativi sui temi economico-finanziari per gli insegnanti nei diversi momenti del proprio percorso abilitante e professionale”.
Le scuole avranno accesso a materiali didattici validati. Banca d’Italia li renderà disponibili “attraverso canali propri e/o messi a disposizione del Ministero”. Gli insegnanti potranno così costruire le 33 ore di Educazione Civica avvalendosi di contenuti istituzionali pronti all’uso.
PCTO e Orientamento: un canale diretto con Bankitalia
L’intesa apre prospettive interessanti per i coordinatori dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO). Il testo prevede espressamente la possibilità di “favorire l’incontro tra le istituzioni scolastiche e le strutture centrali e territoriali della Banca d’Italia per la co-progettazione di percorsi”.
L’obiettivo è duplice: rafforzare le competenze trasversali degli studenti e favorire la loro “futura occupabilità”. La Banca d’Italia manterrà attiva la propria iscrizione nel Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro, permettendo agli istituti secondari di attivare convenzioni dirette. Inoltre, il protocollo cita il neonato “percorso liceale del made in Italy” come uno degli ambiti in cui queste competenze risulteranno strategiche.
Le iniziative per gli studenti: dal Museo ai concorsi
Le classi potranno partecipare a diverse attività pratiche. Il protocollo conferma l’offerta formativa del MUDEM (Museo della Moneta della Banca d’Italia), che proporrà “percorsi di visita e laboratori rivolti agli studenti sui temi della moneta e della finanza”, fruibili sia in presenza che in modalità digitale.
Vengono rinnovate e supportate anche le competizioni scolastiche nazionali, come il noto premio “Inventiamo una banconota”, utile per coinvolgere gli studenti attraverso la creatività.
Inclusione e istruzione per gli adulti
Il piano dedica un’attenzione specifica ai Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA). Le parti hanno concordato di attivare interventi mirati per “sostenere l’inclusione finanziaria, economica e sociale degli studenti dei percorsi di istruzione degli adulti”.
La priorità sarà data ai “soggetti in condizione di fragili, come immigrati e lavoratori a basso reddito”. Per queste categorie, l’alfabetizzazione finanziaria costituisce uno strumento essenziale di cittadinanza attiva e di protezione del proprio patrimonio.
La governance: chi decide e chi controlla
L’attuazione del piano sarà guidata da un Comitato tecnico-scientifico paritetico. Sarà composto da sei membri: tre in rappresentanza del Ministero e tre della Banca d’Italia. La presidenza spetta a uno dei rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il Comitato avrà compiti operativi: “definisce la programmazione annuale delle attività, individua obiettivi concreti e misurabili”. Per garantire la qualità scientifica, il protocollo prevede che i contenuti siano determinati anche “sentite le associazioni maggiormente rappresentative degli operatori e degli utenti bancari, finanziari e assicurativi, anche avvalendosi di enti di ricerca”.
Come attivarsi
Il Ministero diffonderà i contenuti del protocollo e le relative istruzioni operative “per il tramite degli Uffici scolastici regionali”. Le scuole dovranno quindi monitorare le comunicazioni dei propri USR per aderire alle iniziative di formazione e ai progetti pilota.
L’articolo 4 del documento chiarisce infine un aspetto amministrativo fondamentale: “Dall’attuazione del presente atto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del Ministero… e delle Istituzioni scolastiche coinvolte”. Tutte le attività saranno realizzate sfruttando le risorse umane e strumentali già disponibili.
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