Economia

Solare globale: dal boom al mercato selettivo, cosa cambia nel 2026

Il 2025 ha segnato un cambio di fase per il fotovoltaico mondiale. Dopo anni di crescita molto rapida, il mercato ha iniziato a rallentare: le installazioni si sono stabilizzate nei principali Paesi, la sovracapacità industriale è diventata un elemento strutturale e lo sviluppo dei progetti dipende sempre più da regole, tempi autorizzativi e condizioni finanziarie. Guardando al 2026, secondo l’istituto tedesco Eupd Research la competizione non si giocherà più sui volumi, ma sulla capacità di scegliere i mercati giusti, integrare sistemi e portare a termine i progetti.

Cina

Con circa 365 GW installati nel 2025, la Cina resta il primo mercato mondiale del solare, ma la crescita si è fermata. Dal 2026 le nuove installazioni sono attese su livelli stabili, tra 320 e 350 GW l’anno. Il vero tema è industriale: la capacità produttiva di moduli è molto più ampia della domanda interna e questo eccesso continua a tenere bassi i prezzi a livello globale, comprimendo i margini lungo tutta la filiera.

La cancellazione del rimborso Iva all’export dal 2026 e l’aumento dei costi delle materie prime potrebbero ridurre solo in parte la pressione sui prezzi. Intanto, sul mercato domestico cambia la priorità: congestione delle reti e limiti tecnici spingono sempre di più verso l’accumulo. I sistemi con batterie crescono più rapidamente del solo fotovoltaico e i progetti senza storage diventano sempre meno sostenibili dal punto di vista economico.

India

L’India sta emergendo come nuovo grande polo manifatturiero, ma con una dinamica simile a quella cinese. A fronte di una domanda annua stimata tra 40 e 45 GW, la capacità produttiva in costruzione o annunciata è molto più elevata. Già entro il 2027 il surplus potenziale potrebbe superare i 90 GW all’anno.

Questo eccesso è destinato ai mercati esteri e va ad alimentare una sovracapacità globale già consolidata. Nel 2026 l’India non avrà ancora un ruolo centrale nella formazione dei prezzi, ma contribuirà ad aumentare la concorrenza sui mercati di esportazione, con ulteriori pressioni sui margini.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti il 2025 segna la fine della spinta iniziale legata all’Inflation Reduction Act. Le nuove installazioni scendono sotto i 50 GW e sono attese in ulteriore calo nel 2026. Non si tratta di una crisi della domanda, ma di un mercato che diventa più selettivo.

L’accesso agli incentivi è più complesso, le barriere commerciali riducono l’offerta di moduli importati e i tempi autorizzativi rallentano i grandi progetti utility-scale. La produzione domestica cresce, ma non è ancora sufficiente a coprire il fabbisogno, generando ritardi e incertezza lungo la pipeline.

Lo storage resta il segmento più solido, sostenuto dalle esigenze della rete e dai mercati della capacità. Anche qui, però, il 2026 sarà un anno di maggiore selezione: requisiti di localizzazione e compliance riducono la redditività e alzano l’asticella per sviluppatori e fornitori.

Europa

In Europa il rallentamento si traduce in stabilità. Dal 2024 le installazioni si attestano tra 65 e 70 GW l’anno e il 2025 conferma questo livello. A cambiare è soprattutto la composizione della domanda: il residenziale perde slancio, penalizzato da tassi di interesse elevati e incentivi meno generosi. La crescita si concentra su impianti commerciali, industriali e utility-scale, spinta da strategie energetiche aziendali, obblighi Esg e progetti assegnati tramite aste. In questo contesto, il prezzo dei moduli conta meno: diventano centrali la bancabilità dei progetti, l’affidabilità degli operatori Epc, responsabili della realizzazione “chiavi in mano” degli impianti, e la capacità di integrare lo storage.

Nel 2026 lo storage diventa il vero motore del mercato. L’aumento delle ore a prezzo negativo e la necessità di maggiore flessibilità rendono le batterie una componente sempre più essenziale degli impianti, spostando il valore dall’hardware alla capacità di esecuzione.

Mena

Il Medio Oriente continua a crescere grazie a grandi progetti utility-scale assegnati tramite gare pubbliche e contratti di lungo periodo. Qui il rallentamento globale non si traduce in un calo dei volumi, ma in una maggiore selettività.

Il mercato è dominato dall’esecuzione: Epc e sviluppatori con esperienza, solidità finanziaria e controllo della filiera sono gli attori chiave. C’è poco spazio per assorbire i volumi in eccesso provenienti dall’Asia. Nel 2026 la regione resta attrattiva, ma solo per chi è in grado di competere su affidabilità, tempi di consegna e integrazione finanziaria.


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