Nuovo ospedale di Lagonegro, interviene l’anticorruzione
Ospedale di Lagonegro, altolà dell’Anticorruzione Anac. Sì all’istanza di un’impresa, bocciato uno dei requisiti: «Limitata la concorrenza». Sollecitata la riapertura della gara da 14milioni per il primo lotto.
POTENZA – Il bando di gara per il primo lotto dei lavori di costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro, del valore di 14milioni di euro, va riaperto. A sollecitarlo, ieri, alla Stazione unica appaltante della Regione Basilicata è stata l’Autorità nazionale anticorruzione. Il presidente dell’Autorità, Giuseppe Busia, ha accolto le doglianze di un operatore economico finito in fuori gioco, prima ancora di presentare le offerte, a causa dell’inserimento tra i requisiti di partecipazione del «possesso di adeguata capacità tecnico professionale attraverso la dimostrazione di avere eseguito nel decennio antecedente lavori assimilabili a quelli dell’appalto de quo, per un importo di 10 milioni di euro». Interpellata al riguardo la Stazione unica appaltante della regione aveva difeso la previsione inserita nel bando parlando di un requisito «pienamente proporzionato sotto il profilo economico e dimensionale».
IL CONFRONTO TRA REGIONE E ANAC SUI REQUISITI DI GARA A POTENZA
Sia in rapporto con il lotto, dal momento che «la soglia di 10.000.000 corrisponde a circa il 71% del valore del lotto 1, percentuale coerente con la natura altamente specialistica delle opere oggetto di affidamento». Che in rapporto con l’intervento complessivo «di importo superiore a 88,6 milioni di euro, rispetto al quale il lotto 1 assume un ruolo strutturalmente e funzionalmente determinante». Da via Verrastro avevano anche escluso limitazioni della concorrenza «in quanto alla procedura avrebbero partecipato 9 operatori economici».
OSPEDALE LAGONEGRO, LE CRITICITÀ RILEVATE DALL’AUTORITÀ ANTICORRUZIONE SUL CODICE APPALTI A POTENZA
Di diverso avviso l’Anac, per cui dal Codice dei contratti pubblici «emerge chiaramente come il legislatore abbia voluto considerare “autosufficiente” l’attestazione Soa, a comprova delle capacità tecniche e della stabilità finanziaria dell’operatore economico, quale risultante da apposita certificazione rilasciata dagli organismi certificati di attestazione». Sicché «l’introduzione di un requisito ulteriore, oltre a porsi in contrasto con le norme prima citate, limita la concorrenza, poiché ragionevolmente l’aumento delle condizioni di partecipazione riduce la platea dei potenziali concorrenti o comunque ne rende più complessa la partecipazione».
ANTICORRUZIONE E LA DECISIONE DI BUSIA E LE POSSIBILI CONSEGUENZE PER L’OSPEDALE DI LAGONEGRO
«Rilevato quanto sopra pertanto – conclude Busia – , in adesione all’orientamento testé espresso della scrivente Autorità, la previsione della lex specialis che richiede un requisito di partecipazione ulteriore alla attestazione SOA, oltretutto espressamente a pena di esclusione, appare non conforme alla disciplina di riferimento e pertanto deve ritenersi illegittimamente apposto. In tal senso anche i rilievi difensivi resi dalla stazione appaltante non appaiono in grado di giustificare la legittimità di tale requisito ulteriore».
LA RICHIESTA DI RIAPERTURA DEI TERMINI E IL POTERE DI AUTOTUTELA A POTENZA
L’Anac ha sollecitato la Stazione unica appaltante della Regione, quindi, «ad espungere dalla lex specialis» la previsione del requisito illegittimo, «riammettendo così l’operatore economico istante con concessione di termine ulteriore per la presentazione dell’offerta». E comunque «fatto salvo in ogni caso l’esercizio del potere di autotutela relativamente all’intera procedura». Nei prossimi giorni, quindi, a via Verrastro dovranno decidere come procedere. Tanto più che stamane era previsto il sorteggio dei componenti della commissione chiamata a valutare le offerte arrivate entro la scadenza dello scorso 30 dicembre.
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