Società

Scuola e salute mentale, i dati UNICEF: priorità a team multidisciplinari e spazi di ascolto per la fascia 10-19 anni

UNICEF e Ministeri presentano i risultati dell’iniziativa sulla salute mentale degli adolescenti. Per superare la frammentazione dei servizi, il report indica la scuola come nodo strategico. Tra le priorità: formazione dei docenti, programmi di supporto tra pari, équipe multidisciplinari e spazi di ascolto accessibili per garantire benessere e prevenzione a tutti gli studenti.

Un sistema capace di dialogare è l’unica risposta efficace al disagio giovanile. Sanità, servizi sociali e istituzioni scolastiche devono agire come un unico organismo per supportare la fascia d’età tra i 10 e i 19 anni. Questa è la sintesi dei risultati dell’iniziativa “Mettere la salute mentale e il benessere psicosociale degli adolescenti in Italia al primo posto”, illustrati il 28 gennaio dall’UNICEF. Il progetto ha visto la collaborazione attiva del Ministero della Salute, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Programma Mattone Internazionale Salute (ProMIS), con il supporto tecnico della Commissione Europea.

L’indagine, che ha coinvolto per 24 mesi Italia, Spagna, Cipro e Slovenia, punta a rafforzare i servizi dedicati ai minori, con un’attenzione prioritaria verso i soggetti più vulnerabili, inclusi giovani migranti e rifugiati.

La scuola come primo punto di accesso

Dall’analisi condotta in collaborazione con SDA Bocconi School of Management, emerge un’indicazione precisa per il mondo dell’istruzione. La scuola viene definita un “nodo strategico” del sistema di prevenzione. Per svolgere questo compito, il documento raccomanda di investire sulla formazione del personale scolastico e di potenziare i programmi di supporto tra pari. Gli istituti diventano così il luogo ideale per facilitare l’accesso ai servizi specializzati e per abbattere lo stigma che spesso accompagna il disagio psicologico.

Giovanni Leonardi, Capo Dipartimento della salute umana del Ministero della Salute, ha commentato così la necessità di una presa in carico continuativa: “I risultati presentati oggi non costituiscono un punto di arrivo, ma una tappa del processo della realizzazione di un sistema capace di accompagnare le nuove generazioni lungo tutto il percorso di crescita, garantendo continuità, integrazione degli interventi e reale centralità della persona. Tale impostazione è pienamente coerente con le strategie del Ministero della Salute, orientate a promuovere un approccio globale alla salute mentale, fondato sulla prevenzione, sull’integrazione socio-sanitaria e sulla centralità della persona, con una particolare attenzione alle fasi più delicate del ciclo di vita, tra cui l’infanzia e l’adolescenza.”

Superare le disuguaglianze territoriali

Lo studio evidenzia una situazione complessa. Esiste una forte eterogeneità tra le diverse regioni italiane, spesso aggravata dalla frammentazione dei finanziamenti e dalla carenza di personale specializzato. Per invertire la rotta, il rapporto suggerisce l’adozione di modelli comunitari basati su team multidisciplinari e sulla prossimità operativa tra i diversi servizi.

Anche i giovani hanno avuto voce in capitolo attraverso lo Youth Advisory Board. Le loro richieste sono precise: desiderano una comunicazione inclusiva, multilingue e spazi di ascolto privi di barriere. Inoltre, viene ribadita l’importanza delle attività psicosociali extrascolastiche — come sport, teatro e laboratori artistici — per il benessere quotidiano.

Nuovi spazi per gli adolescenti

Sul versante delle politiche sociali, l’impegno istituzionale si traduce nella creazione di luoghi fisici dedicati all’aggregazione. Romolo de Camillis, Direttore Generale per lo sviluppo sociale al Ministero del Lavoro, ha spiegato: “Il lavoro volto a creare e mantenere spazi e strumenti capaci di offrire agli adolescenti contesti inclusivi e stimolanti, in cui possano sviluppare talenti e partecipazione, rappresenta una priorità per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I risultati di questo progetto confermano la direzione delle politiche in atto, ad esempio attraverso il rafforzamento delle equipe multidisciplinari che operano negli Ambiti Territoriali Sociali, oltre che grazie all’apertura di 92 spazi multifunzionali per gli adolescenti nell’ambito del progetto DesTEENazione (finanziato dal Programma nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021–2027). Un impegno costante che mira a consolidare reti territoriali forti e integrate, capaci di offrire a ragazze e ragazzi opportunità concrete di partecipazione attiva, benessere e sviluppo.”

Il progetto si inserisce in una cornice europea più ampia, come sottolineato da Lisa Leonardini, Coordinatore CTO del ProMIS: “Il progetto ha rappresentato un’occasione importante per contribuire all’implementazione di politiche di integrazione sociosanitaria a medio e lungo termine sul tema della salute mentale dei giovani, una priorità sempre più centrale nelle politiche del nostro Paese e nell’Agenda europea. In coerenza con la Strategia europea sulla salute mentale, il lavoro svolto ha valorizzato il confronto con i territori e con gli operatori impegnati in prima linea nei servizi, consentendo di riportare a livello centrale le reali necessità su cui fondare la costruzione e la programmazione di politiche realmente rispondenti ai bisogni dei cittadini e delle comunità locali. In questo quadro, il ProMIS ha svolto e svolgerà un ruolo chiave nel favorire la messa in rete delle esperienze e delle buone pratiche, creando al contempo opportunità di collaborazione e scambio a livello europeo, in un’ottica di diffusione, apprendimento reciproco e scalabilità delle soluzioni più efficaci.”

A chiudere il cerchio è Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore UNICEF per la risposta a favore di migranti e rifugiati in Italia, che richiama l’attenzione sui diritti fondamentali: “Questo progetto conferma l’impegno delle istituzioni italiane nel rafforzare i sistemi di salute mentale per gli adolescenti. Migliorare il benessere e la salute mentale dei più giovani, in particolare di quelli più vulnerabili, significa dare attuazione a un pilastro fondamentale della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che afferma il diritto di ogni adolescente al più alto standard possibile di salute e al pieno sviluppo delle proprie capacità. Mettere in rete sanità, scuola e servizi sociali è la chiave per trasformare questo impegno in risposte concrete e sistemiche per il benessere di ogni adolescente.”


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