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Edoardo Leo: “Volevo fare l’insegnante, mi sono laureato in lettere con quel sogno. Poi è arrivata la recitazione”

Edoardo Leo ospite di “In Altre Parole” su La7 ha ripercorso la genesi della sua carriera artistica, rivelando il desiderio iniziale di intraprendere la professione di insegnante.

L’attore romano ha spiegato come la laurea in lettere rappresentasse il primo passo verso un percorso didattico poi abbandonato in favore della recitazione. La testimonianza offre uno spaccato sul rapporto tra vocazione artistica e formazione accademica, evidenziando come competenze apparentemente distanti possano trovare sintesi in ambiti creativi.

La laurea in lettere come piano alternativo alla carriera attoriale

Edoardo Leo ha conseguito la laurea in letteratura con l’obiettivo concreto di dedicarsi all’insegnamento. L’attore ha definito questa prospettiva come “piano B”, una scelta di sicurezza rispetto all’incertezza del mondo dello spettacolo. La formazione umanistica ha costituito il fondamento culturale su cui si è poi innestata la carriera cinematografica e teatrale. Leo ha dichiarato: “Mi sono laureato in letteratura perché il mio piano B era fare l’insegnante.

La decisione di proseguire nel settore artistico è maturata progressivamente, mentre la preparazione accademica ha continuato a influenzare il suo approccio professionale. L’attore ha sottolineato, poi, come la fantasia e la capacità di elaborare narrazioni, elementi centrali nel mestiere recitativo, abbiano iniziato a svilupparsi proprio durante il percorso universitario.

Lo spettacolo teatrale che trasforma la didattica in performance artistica

Il desiderio di trasmettere conoscenza ha trovato espressione nello spettacolo “Ti racconto una storia”, formato ibrido tra lezione accademica e performance teatrale. La scenografia include elementi tipici dell’ambiente scolastico: lavagna, leggio, cattedra e libri. Leo ha spiegato: “Faccio una specie di lezione c’è la lavagna, c’è un leggio, c’è una cattedra, ci sono i libri e quindi ho sublimato quella mia voglia”. La formula prevede un’esposizione che mantiene rigore culturale pur adottando toni divulgativi e accessibili.

L’attore ha definito il progetto come “una sorta di lezione divertente, spiritosa”, evidenziando la ricerca di un equilibrio tra contenuto educativo e intrattenimento. La struttura dello spettacolo dimostra come competenze didattiche e abilità performative possano integrarsi in un prodotto culturale originale.

Il difficile rapporto con la matematica durante gli anni del liceo scientifico

Edoardo Leo ha frequentato il liceo scientifico senza sviluppare affinità con le discipline matematiche. L’attore ha ammesso: “Non credo di aver mai risolto un problema o un’equazione da solo in cinque anni”. La scelta dell’indirizzo di studi non è derivata da inclinazioni personali ma da motivazioni pratiche legate alla vicinanza dell’istituto alla propria abitazione.

Leo ha raccontato: “Uno di quei palazzi che si vedono là dietro era a casa mia ed era la scuola più vicina”. L’interesse principale dell’epoca riguardava l’attività sportiva, in particolare il calcio, mentre lo studio occupava una posizione secondaria. L’attore ha riconosciuto: “Pensavo solo allo sport, giocava a calcio, della scuola non mi importava”.

Il percorso scolastico ha evidenziato fin dall’adolescenza una sensibilità orientata verso ambiti umanistici piuttosto che scientifici, orientamento confermato dalle successive scelte accademiche e professionali.


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