Aggressioni ai medici in ospedale a Vibo: pressing sindacale su Asp e Prefettura
Torna alta l’attenzione sulla sicurezza del personale sanitario, spesso vittima di violenze fisiche e verbali soprattutto in Pronto soccorso. Dopo il tentativo di aggressione subito giorni fa dal medico di Emergenza urgenza Alessia Piperno, il Sindacato medici italiani (di cui la dottoressa Piperno è esponente) si appella alla prefetta, Anna Aurora Colosimo, e alla commissione Asp, per concordare misure di intervento urgenti finalizzate a contrastare il fenomeno.
Non è la prima volta che l’organico ospedaliero e i referenti di molte sigle sindacali denunciano la situazione: nell’aprile 2024 si era arrivati alla proclamazione dello stato di agitazione, poi raffreddato a seguito dell’annuncio da parte dell’Asp di un lungo elenco di azioni da mettere in campo.
In particolare: ammodernare e riorganizzare il triage bifasico; inserire i flussisti (addetti alla regolamentazione del flusso in entrata dei pazienti); implementare il personale di vigilanza h24; ulteriori 12 infermieri e 12 oss in Pronto soccorso; formare il personale dipendente su percorsi di comunicazione ed empatia con l’utenza; riorganizzare il sistema di accesso degli utenti per le visite programmate; riorganizzare il sistema di consulenza nell’area delle emergenze. Di tutto ciò si è visto ben poco: ad oggi ci si ritrova con i medesimi problemi di sicurezza allora sviscerati, con le aggressioni che continuano e con medici, infermieri e oss a rischio e sotto stress: qualcuno pensa anche di gettare la spugna.
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