arma cercata nei corsi d’acqua
Nonostante la confessione di Claudio Carlomagno, il quadro investigativo sul femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia presenta ancora diversi punti da chiarire.
I carabinieri intendono fare luce sulle ultime zone d’ombra attraverso accertamenti tecnologici e medico-legali, con un obiettivo prioritario: il ritrovamento dell’arma del delitto, che l’uomo potrebbe aver gettato in un corso d’acqua nei pressi della propria azienda.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Civitavecchia, entreranno domani in una fase cruciale.
Tre fronti di indagine
Il lavoro degli investigatori si concentrerà su tre direttrici principali. La prima riguarda l’analisi digitale: verranno esaminati i dati contenuti nella scatola nera dell’auto di Carlomagno.
Le informazioni GPS consentiranno di ricostruire con precisione gli spostamenti dell’uomo prima e dopo l’omicidio, verificando la compatibilità con la versione fornita durante la confessione.
Parallelamente sono previsti nuovi sopralluoghi mirati. Oltre alla villetta, teatro del delitto, i carabinieri torneranno anche nell’azienda dell’uomo, alla ricerca di eventuali tracce ematiche o dell’arma ancora mancante.
Il terzo filone riguarda la morte dei genitori di Carlomagno, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno. L’autopsia ha confermato che entrambi sono deceduti per asfissia, in un quadro compatibile con l’impiccagione.
La Procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, per accertare se il trauma legato alle azioni del figlio possa aver influito sulla decisione estrema o se emergano altre responsabilità.
Il futuro del figlio minorenne
Mentre le indagini proseguono sul campo, domani a Roma si deciderà il futuro del figlio minorenne della coppia. Alle ore 11, davanti al Tribunale per i minorenni di Roma, in via dei Bresciani, si terrà l’udienza per l’affidamento del bambino.
Attualmente il piccolo si trova presso i nonni materni, dove era stato accompagnato dallo stesso Carlomagno la sera precedente all’omicidio.
Il giudice dovrà stabilire se confermare l’affidamento ai familiari o disporre, alla luce della gravità del trauma e del contesto complessivo, il collocamento in una struttura protetta.
Proprio il fatto che il padre abbia portato il figlio dai nonni la sera prima del delitto è un elemento ora al vaglio degli inquirenti, che potrebbe assumere rilievo nell’ipotesi di una possibile premeditazione.
Le indagini proseguono senza sosta per chiarire ogni aspetto di una vicenda complessa e drammatica.
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