Friuli Venezia Giulia

Il rabbino scuote Trieste alla Risiera: «La Memoria non è degli ebrei, è di tutti»

27.01.2026 – 12.25 – «Il Giorno della Memoria non è il giorno degli ebrei, ma il giorno della coscienza di tutti». È il messaggio centrale del discorso pronunciato dal rabbino capo di Trieste, Eliahu Alexander Meloni, durante la cerimonia ufficiale alla Risiera di San Sabba, in occasione della Giornata della Memoria. Nel cortile dell’ex lager nazista, unico in Italia dotato di forno crematorio, il rabbino ha invitato a una riflessione che va oltre il ricordo delle vittime dell’Olocausto, richiamando la responsabilità collettiva della società. «Ciò che ha provocato il genocidio – ha affermato – non è stato solo un atto bellico, ma una partecipazione di tutta la società, in cui l’uomo di coscienza era un’eccezione. Ed è questo il vero dramma». Meloni ha ricordato anche le altre vittime del nazismo, a partire dal popolo rom. «Forse perché il popolo ebraico ricorda i suoi sei milioni, questi altri cinquemila non sono dimenticati. Ed è questa la memoria», ha sottolineato, ribadendo come il significato della ricorrenza debba essere universale.

Secondo il rabbino, uno degli errori che negli anni ha indebolito il valore del Giorno della Memoria è averlo interpretato come una commemorazione riservata esclusivamente agli ebrei. «Il mondo ebraico ha già un proprio giorno della memoria. Questo, invece, deve essere il giorno in cui si ricorda cos’è la coscienza dell’umanità», ha detto. Nel suo intervento Meloni ha richiamato il concetto ebraico dei Tzadik Umot HaOlam, i “giusti tra le nazioni”, ricordando come non debbano rappresentare un’eccezione eroica, ma un modello possibile per tutti. «Il giusto non è un’eccezione: può essere ognuno di noi», ha affermato. Ampio spazio anche al tema dell’educazione delle nuove generazioni. Il rabbino ha espresso preoccupazione per l’assenza delle scuole alla cerimonia. «Se vogliamo cambiare la coscienza della società e combattere l’antisemitismo, dobbiamo cominciare dall’inizio, dalle giovani generazioni. Le scuole sono fondamentali», ha detto, definendo l’educazione il primo strumento contro l’odio.

Nel suo discorso Meloni ha inoltre invitato a ricordare non solo le vittime, ma anche la resistenza ebraica. «Non si parla abbastanza di chi ha combattuto: della rivolta del ghetto di Varsavia, dei resistenti ebrei, dei combattenti della Brigata Ebraica», ha osservato, sottolineando come la memoria debba raccontare anche la capacità di risposta di un popolo di fronte al tentativo di annientamento. «Il fallimento del fascismo e del nazifascismo – ha concluso – è stato l’assenza della società. Per combattere l’antisemitismo non bisogna essere assenti, ma rispondere presenti».

[f.v.]




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