Marche

Senza biglietto, picchia i controllori. «Siete razzisti». Scatta la condanna per il gambiano dopo il caos sulla linea Conerobus Chiaravalle-Ancona


ANCONA Non ha il biglietto e, per tentare la fuga dal bus senza incorrere nella multa, aggredisce cinque controllori e ne manda uno ko. All’ospedale con dieci giorni di prognosi. I fatti risalgono al 9 gennaio 2020, sulla linea C della Conerobus, che serve le tratta Chiaravalle-Ancona. A sei anni dai datti, il passeggero esagitato -un 28enne originario del Gambia – è stato condannato ieri mattina dal giudice Alessandra Alessandroni a scontare nove mesi e venti giorni di reclusione.

Difeso dall’avvocato Francesco Conti, doveva rispondere di una scia di accuse: lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire la proprie generalità. Tutti reati che gli sono stati riconosciuti.

La ricostruzione

All’epoca dei fatti, lo straniero era stato identificato e bloccato dai carabinieri, intervenuti in piazza Cavour dopo l’sos lanciato dai dipendenti di Conerobus. Tutto era iniziato lungo la Flaminia, quando i controllori erano saliti sul bus. Durante il servizio, avevano sorpreso il 28enne sprovvisto del biglietto.

Stando a quanto ricostruito dalla pubblica accusa, il 28enne si era rifiutato in un primo momento di mostrare i documenti, poi aveva tentato di sfuggire al controllo iniziando ad urlare frasi del tipo: «Siete dei razzisti». I dipendenti Conerobus, per nulla intimiditi, avevano chiamato il 112. Il gambiano aveva così cercato di uscire scavalcando i sedili del bus – che era in movimento – ma aveva perso l’equilibrio. Cadendo, aveva trascinato con sé un controllore di 50 anni.

La fermata

Quando il bus aveva raggiunto la fermata di piazza Cavour, ad attenderlo c’erano i carabinieri del Norm. Avevano liberato il controllore dalla presa dell’aggressore, insieme ad alcuni colleghi del ferito. Trasferito negli uffici dei carabinieri, è emerso che il gambiano aveva il permesso di soggiorno scaduto ma in corso di rinnovo. Durante i controlli aveva accusato un malore ed era stato trasferito all’ospedale di Torrette per tutti gli accertamenti del caso. La circostanza non gli aveva evitato la triplice denuncia.




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