Calabria

Catanzaro, ai saluti il talento Cisse

Alle battute finali. Alphadjo Cisse diventerà presto un giocatore del Psv Eindhoven. La questione ormai è solo il “quando” succederà, non il “se”. E sarà molto probabilmente in questi giorni.
L’Hellas Verona ha sostanzialmente raggiunto l’intesa con gli olandesi per la cessione a titolo definitivo del suo gioiellino: il saldo dovrebbe aggirarsi intorno agli otto milioni di euro. Una plusvalenza netta per i veneti, che stanno trattando con il presidente Floriano Noto l’indennizzo da garantire al Catanzaro. I giallorossi perderanno un giocatore fondamentale, ma potrebbero guadagnare fino a un milione di euro, cioè molto più di quanto non avrebbero fatto a giugno se il ragazzo fosse tornato alla base come da contratto.
È vero che Cisse è arrivato in Calabria solo in prestito secco, ma per concludere prima di fine stagione il trasferimento temporaneo formalizzato l’estate scorsa serve l’assenso del Catanzaro. Di conseguenza è normale che le parti stiano discutendo – da venerdì sera – quello che di fatto è un premio di valorizzazione. Dopotutto, a Verona hanno cresciuto Cisse nel settore giovanile, hanno avuto modo di apprezzarne le doti in Primavera e l’hanno pure aggregato alla prima squadra nei due campionati precedenti, ma non hanno mai avuto il coraggio di lanciarlo.
Come invece ha fatto il Catanzaro: la società che ha scelto di puntare sui giovani; il ds Polito che ha corteggiato Cisse un mese abbondante, fra giugno e luglio; l’allenatore Aquilani che l’ha schierato titolare alla seconda giornata di campionato e non l’ha più tolto. Se oggi il Verona lo sta vendendo per qualche milione il merito è dell’ambiente calabrese, tutto il contesto che gli ha permesso di esprimersi al massimo livello. La parte principale, è ovvio, l’ha messa Cisse col suo talento naturale, le sue giocate da Playstation, la tecnica superiore abbinata a un’esuberanza fisica che lo rende l’archetipo del calciatore contemporaneo, uno che va a duemila all’ora e sa fare tante cose.
Avesse segnato con quel sinistro da fuori contro la Sampdoria il finale sarebbe stato perfetto, solo che il pallone era leggermente più alto del dovuto e la traversa l’ha respinto.
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