Marche

una notte senza barelle con i pazienti dirottati altrove

ANCONA Le barelle non si trovano e le ambulanze aspettano per ore, in coda una dietro l’altra. Bloccati al loro interno ci sono pazienti psichiatrici o in preda a reazioni allergiche. La notte tra domenica e lunedì, nell’emergenza e urgenza di Ancona, è stata un inferno. La mattina successiva, intorno alle 10, gli autisti delle ambulanze tentavano di prendere fiato vicino ai loro mezzi.

«Non che sia tanto diverso da quello che succede ogni giorno. Certo è che nel weekend tutto si amplifica. Non è colpa dei professionisti che lavorano al triage. Tutto il sistema è nel caos», dicevano, sconsolati.

Il precedente

Sono passati pochi giorni dalla vicenda di Franco, il paziente oncologico costretto a sdraiarsi a terra nel pronto soccorso di Senigallia. La situazione, purtroppo, non sembra migliorare. Nella notte di domenica, appunto, le ambulanze sono rimaste bloccate dalle 5,45 alle 11. Nel frattempo, il pronto soccorso di Torrette aveva chiuso l’accesso a tutti i casi non gravi, che venivano dirottati nell’emergenza-urgenza dei nosocomi vicini, a loro volta a rischio collasso.

I casi

A volte sono gli stessi parenti che, preoccupatissimi e esasperati di aspettare, caricano i propri cari in auto e li portano a cercare un altro posto che possa curarli, e in fretta. È il caso del marito di una donna che aveva avuto una reazione allergica a un farmaco, arrivata all’ospedale di Ancona in questa notte da brividi. Il triage non la accoglieva e nel frattempo il tempo scorreva, senza nemmeno che alla donna potesse essere somministrata una terapia antidolorifica.

A quel punto il marito ha perso la pazienza, ha messo la moglie in macchina ed è partito in direzione pronto soccorso di Jesi. Dirottata anche una paziente psichiatrica arrivata poco dopo. La donna giaceva sola e sedata, in attesa di entrare. Visto che l’attesa si era fatta infinita, e che di barelle non se ne trovavano, anche lei è stata portata via, verso l’emergenza-urgenza di Senigallia.

«È un paradosso ma, anche se siamo a pochi metri dall’entrata, i medici non possono visitare nessun paziente fino a quando non scende a bordo di una barella e non entra effettivamente ne in ospedale. È una questione di pochi metri, sembra un’assurdità», raccontavano ieri mattina gli operatori delle ambulanze.

All’interno di Torrette, nel frattempo, imperversava il caos. I reparti, tra riduzione di posti letto e pressione a causa del picco influenzale, sembravano scoppiare, ed ecco spiegata la mancanza di barelle. Passata la notte, andava meglio ieri mattina ma, già a partire del pomeriggio, la situazione era tornata critica. A Torrette, tra visite, pazienti in attesa e Obi, si sfiorava il numero record di 88 e non era neanche uno degli orari peggiori. Si attendeva con il fiato sospeso, la notte successiva si avvicinava.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »