Una base per i jet stealth: ecco la “front line” Usa nel Pacifico
Gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro presenza militare nel Pacifico scegliendo il Giappone come perno della loro nuova architettura aerea. La base di Misawa, nel nord dell’arcipelago nipponico e affacciata sull’Oceano Pacifico, è infatti al centro di un ampio programma di ammodernamento destinato a trasformarla in una piattaforma di prima linea per i caccia stealth di ultima generazione. Il Pentagono ha deciso di schierarvi 48 F-35A Lightning II, velivoli di quinta generazione in grado di eludere i radar, che sostituiranno progressivamente i 36 F-16 attualmente in servizio. La scelta rientra nel piano annunciato nel luglio 2024 per rinnovare gli assetti tattici statunitensi basati in Giappone e aumentarne capacità operative e prontezza. In un’area segnata da crescenti tensioni strategiche, Misawa diventa così uno snodo cruciale per la proiezione di potenza aerea americana lungo la cosiddetta “prima catena di isole”, l’arco che va dal Giappone alle Filippine passando per Taiwan.
Misawa, la nuova base strategica Usa
Il rafforzamento della base, come ha sottolineato il settimanale Newsweek, arriva in un contesto regionale sempre più complesso. Il Giappone è uno degli alleati chiave di Washington nel contenimento di potenziali minacce nel Pacifico occidentale: le forze cinesi e russe operano con frequenza crescente nelle vicinanze dello spazio aereo e marittimo nipponico, mentre la Corea del Nord continua a testare missili diretti verso il Mar del Giappone.
Gli Stati Uniti dispongono già di caccia F-35B e F-35C – versioni imbarcabili o a decollo corto – presso la base dei Marines di Iwakuni, e hanno ruotato periodicamente F-35A anche a Kadena, a Okinawa. La decisione di assegnare in modo permanente questi velivoli a Misawa segna però un salto di qualità.
Secondo quanto riportato ancora dal richiamato Newsweek, immagini diffuse dall’aeronautica militare americana mostrano il personale del 35° Fighter Wing impegnato a ricevere e installare nuove attrezzature di supporto, segnale che i preparativi sono già entrati in una fase avanzata. L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità di generare e sostenere operazioni aeree a lungo raggio, rafforzando la deterrenza regionale in stretto coordinamento con le forze giapponesi.
La strategia degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico
L’aggiornamento di Misawa si inserisce anche nel quadro più ampio della strategia di sicurezza nazionale statunitense, che punta a contrastare eventuali aggressioni lungo la First Island Chain. Sebbene non sia ancora stata annunciata una data ufficiale per l’arrivo dei primi F-35A, la base continua a operare a pieno regime: recenti esercitazioni hanno visto i F-16 decollare in condizioni climatiche estreme, tra neve e temperature rigide, per testare la capacità di risposta in ambienti difficili.
Misawa ospita inoltre unità giapponesi dotate dello stesso modello di caccia stealth e ha supportato nel 2025 il dispiegamento di bombardieri statunitensi, confermando il suo ruolo di hub integrato Usa-Giappone. Durante un incontro al Pentagono con il ministro della Difesa nipponico Shinjiro Koizumi, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito “straordinaria” l’alleanza bilaterale, lodando l’impegno di Tokyo ad aumentare la spesa militare. I due Paesi hanno concordato di potenziare i sistemi di comando e controllo, rendere più realistiche le esercitazioni congiunte e rafforzare la cooperazione industriale nel settore della difesa.
Resta ora da capire se Washington deciderà di schierare ulteriori assetti – aerei, navali o missilistici – in Giappone.
In uno scacchiere che include la penisola coreana, lo Stretto di Taiwan e il Mar Cinese Meridionale, Misawa si candida dunque a diventare una vera “linea del fronte” della postura militare americana nel Pacifico.
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