Abruzzo

La d’Annunzio dedica un seminario a Jacob Bolotin, il primo medico non vedente della storia


Il museo universitario della “Gabriele d’Annunzio” di Chieti ospiterà il seminario dedicato alla figura di Jacob Bolotin (1888-1924), il primo medico non vedente della storia: una personalità straordinaria che ha segnato un punto di svolta nella storia della medicina e dell’inclusione.

L’appuntamento è per mercoledì 28 gennaio, alle ore 17 a Chieti: ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Ruggero D’Anastasio, direttore del museo universitario, seguirà l’intervento di Michele Mele, matematico non vedente, ricercatore dell’università degli Studi del Sannio e vicedirettore della Academy of Blind Scientists. Mele si occupa di ottimizzazione combinatoria e di storia della scienza, con particolare enfasi sulla ricostruzione delle biografie e dell’eredità degli scienziati non vedenti nella storia.Il seminario prende spunto dal suo recente articolo “The story of Jacob Bolotin (1888-1924), the first blind physician”, pubblicato nel 2024 nel secondo numero annuo degli “Acta Baltica Historiae et PhilosophiaeScientiarum”, nel quale viene ricostruita in modo approfondito la vicenda biografica di Bolotin, ancora oggi poco conosciuta dal grande pubblico.

Jacob Bolotin

La sua storia rappresenta una testimonianza potente delle potenzialità delle persone con disabilità visiva e del ruolo fondamentale che il contesto educativo, sociale e culturale riveste nel consentire ai talenti di un individuo di fiorire, anche a dispetto di gravi patologie. Un esempio emblematico di resilienza, determinazione e impegno civile, capace di ispirare le nuove generazioni.L’incontro si inserisce nel programma di divulgazione scientifica e culturale del Museo universitario della “d’Annunzio”, volto a promuovere il dialogo tra scienza, storia e società, e a valorizzare figure che hanno contribuito al progresso umano superando barriere e pregiudizi.

“Raccontare storie come quella di Jacob Bolotin – spiega il professor Ruggero D’Anastasio, direttore del museo universitario – significa non solo valorizzare una figura scientifica di grande rilievo, ma anche promuovere una cultura dell’inclusione e delle pari opportunità, capace di riconoscere e sostenere il talento in tutte le sue forme”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »