Presentato “La Bellezza nel destino” di Urbano Barberini
Urbano Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, alias Urbano Barberini è l’autore di “La bellezza nel destino. Le api, il principe, l’eredità della famiglia Barberini” un libro scritto con la complicità della scrittrice Elvira Siringo e che è stato presentato il 23 gennaio 2026 a La Primula.
L’autore, l’ultimo Urbano, attore cinematografico e teatrale e impegnato per la salvaguardia dell’ambiente e la cura dell’arte fa questa significativa dedica al figlio Maffeo: «Ti auguro di imparare e di restituire, di ascoltare e riferire, di apprezzare la parola e il silenzio, la lentezza e la parsimonia, e, soprattutto, di cercare la bellezza».
E all’ultimo erede di una delle dinastie più prestigiose dell’aristocrazia italiana, il piccolo Maffeo, suo padre, il principe Urbano Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, dedica la rievocazione delle avvincenti vicende della famiglia attraverso quattro secoli di sfide, passioni, trionfi e cadute.
Giustamente il libro ha una mappa (Albero) per districarsi tra i vincoli delle parentele. Anche Urbano la chiama albero mappa (pag. 1) e trovo una comunanza anche nel richiamare e fare chiarezza dedicando la sua ricerca al figlio.
Lo svolgimento del libro appena incominciato ha un carattere più di romanzo che di lettera al piccolo Maffeo.
Si parte da Maffeo Barberini che è stato il papa Urbano VIII, uomo di potere e di cultura, che fece della bellezza una missione, si passa poi a Cornelia Costanza promotrice nel Settecento del primo rococò italiano; a Maffeo Sciarra, imprenditore, politico e mecenate di fine Ottocento che sostenne, tra gli altri, Gabriele D’Annunzio e Matilde Serao; nel Novecento, al pilota Urbano della regia aeronautica, precipitato e scomparso in mare nel 1942 ; alla sorella Stefanella, femminista ante litteram; alla giovanissima vedova Nadia, che seppe farsi carico della gestione dei beni di famiglia.
Nel libro si avvicendano personaggi quali: Campanella, Galilei, Bernini, Palazzo Barberini, Pietro da Cortona, il baldacchino di San Pietro… insomma tanta storia accomunata dal richiamo familiare.
Dopo pag. 59 si entra in una seconda parte che attraversa i secoli fino al Novecento in un libro che è articolato in tre sezioni.
La terza parte inizia con la vita di Nadia e Stefanella insieme a Roma a condurre le sorti della loro dinastia e Mirta e Benedetta piccoline. Ancora donne sullo sfondo della Roma della Dolce Vita e del boom economico.
Segue l’infanzia difficile di Urbano Barberini, l’attore (Urbano Riario Sforza Barberini Colonna di Sciarra, alias Urbano Barberini)
Nel leggere della sua infanzia e adolescenza avverto richiami della mia. A volte le letture non ti chiamano a caso, c’è un sottile filo che le lega e le fa risuonare. Chissà che cosa avrò letto nel titolo o nella quarta di copertina che mi ha catturato. Pur non sapendo nulla di Urbano ho trovato tante affinità ed esperienze analoghe.
Un’amica di Mirta, l’aristocratica Olghina di Robilant ha ispirato Fellini per la scena del bagno nella Fontana di Trevi della Dolce Vita.
Ha conosciuto Stefanie di Monaco e altri rampolli dell’alta borghesia romana ed europea.
Oltre a farmi riflettere come allo specchio mi ha fatto sorridere. Vorrei citare lo scambio di pag. 247. La telefonata tra Urbano e Dario Argento.
Mi piace il racconto del rapporto con Franca Valeri. E anche qui tornano protagoniste le donne. La terza parte è più una sorta di confessione di Urbano come uomo.
Ho quasi finito il libro e vorrei che Urbano invitasse La Primula a Ponte Lupo e anche me come poeta.
Nel capitolo finale l’ultima dedica al figlio mi ha commosso assai (pag. 285).
È un libro dai tratti storici e intimistici. Narra la storia che riguarda tutti come osservatori ma anche come testimoni e di testimoni che la vivono da vicino. L’umanità è sempre umanità dal nobile al giullare.
Durante la presentazione del libro sì è esibito il Coro della Scuola di Musica Popolare di Villa Gordiani, diretto dalla musicista Arianna Consoli, con brani del suo repertorio e due grandi classici della canzone romana: “Roma non fa la stupida stasera” in apertura dell’incontro e “Nina se voi dormite” in chiusura, donando ancora più leggerezza con la musica alla bella atmosfera che si è vissuta durante l’incontro.
La Scuola di Musica Popolare, opera da più di trent’anni, tra le case popolari di Villa Gordiani, precisamente in via Pisino 24.
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