Originario del Trentino Alex Joseph Pretti, l’infermiere ucciso dagli agenti federali a Minneapolis – Cronaca
TRENTO. La vicenda di Alex Joseph Pretti, l’infermiere ucciso a Minneapolis durante un’operazione degli agenti federali, non è solo un fatto di cronaca statunitense, ma l’ultimo atto di una storia migratoria iniziata oltre un secolo fa nel comune di Cagnò, in alta Val di Non.
Pretti era infatti pronipote di Giuseppe Enrico Preti, nato a Cagnò quando il territorio apparteneva ancora all’Impero austro-ungarico, il 23 settembre 1896. La madre, su cui si hanno meno notizie, era Aurelia Pedri. A ricostruire la genealogia è stato il ricercatore dell’Università della Pennsylvania James Caola.
Il legame con il territorio, confermato anche dai familiari, non stupisce. Il bisnonno Giuseppe Enrico apparteneva infatti a quella generazione di giovani che, prima del caos della Grande Guerra, scelse la via dell’emigrazione transoceanica. Come molti altri nonesi, si stabilì nel Midwest, portando con sé un’identità di frontiera: di lingua italiana, ma di cittadinanza imperiale.
La migrazione di Giuseppe Enrico Preti non fu quindi un atto isolato, ma parte di un esodo sistemico che svuotò intere valli trentine. A differenza di altri migranti, i trentini partivano però con un vantaggio: l’alto tasso di alfabetizzazione garantito dal sistema scolastico austriaco. Come accadde a molte famiglie italiane, anche il cognome di Preti venne “storpiato”, probabilmente a causa di errori degli agenti di porto o per una graduale anglicizzazione, trasformandosi in “Pretti”.
Alex, nato in Illinois nel 1988, rappresentava la quarta generazione di questa discendenza. La sua scelta professionale, infermiere di terapia intensiva presso il Va Hospital, rifletteva anche quel percorso di piena integrazione sociale tipico delle comunità trentine negli Stati Uniti, storicamente impegnate prima nel settore minerario e agricolo e, successivamente, nei servizi pubblici e sanitari.




