Non sanno allacciarsi le scarpe: la generazione touchscreen perde le abilità manuali e gli insegnanti lanciano l’allarme

Gli insegnanti della scuola primaria in diversi paesi europei osservano un fenomeno allarmante: i bambini che varcano la soglia della prima classe non sanno più allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la giacca o impugnare correttamente una matita.
Come segnala Italia Oggi, le segnalazioni arrivano da Germania, Austria, Regno Unito e Francia, dove gruppi di docenti hanno documentato la situazione attraverso questionari e rapporti dettagliati inviati alle rispettive autorità educative.
Il problema coinvolge lo sviluppo motorio fine, che risulta inadeguato rispetto ai parametri attesi per l’età. I piccoli mostrano difficoltà nell’utilizzo delle forbici, nella manipolazione di materiali come colla e carta, nelle attività di pregrafismo. Alcuni pedagogisti descrivono un ritardo nelle tappe evolutive che un tempo venivano raggiunte naturalmente prima dell’ingresso nella scuola dell’obbligo.
Le osservazioni cliniche confermano che non si tratta di deficit specifici, ma di una generale mancanza di esercizio nelle attività pratiche quotidiane che un tempo scandivano la giornata dei bambini.
Le trasformazioni che hanno modificato l’apprendimento
La diffusione massiva dei dispositivi digitali ha rivoluzionato le modalità di interazione dei bambini con l’ambiente fisico. I piccoli trascorrono ore davanti a schermi touch, dove i gesti si limitano a tocchi e scorrimenti, senza sviluppare la motricità fine necessaria per manipolare oggetti reali. Gli studi di psicologia dello sviluppo dimostrano che l’esposizione precoce agli schermi sottrae tempo prezioso al gioco manipolativo, quello che permette di acquisire le abilità manuali fondamentali.
I modelli familiari contemporanei hanno prodotto effetti profondi sulle pratiche educative domestiche. Le famiglie con figlio unico sviluppano spesso dinamiche protettive che riducono drasticamente le occasioni di autonomia infantile. I genitori svolgono al posto dei bambini operazioni semplici come vestirsi o preparare lo zaino, convinti di guadagnare tempo nelle routine mattutine.
La carenza di strutture per l’educazione prescolare aggrava ulteriormente la situazione. Molti bambini non frequentano l’asilo nido o la scuola dell’infanzia per mancanza di posti disponibili o per costi eccessivi, perdendo così l’ambiente ideale dove si sviluppano naturalmente le competenze di base attraverso il confronto con i coetanei.
Le strategie per invertire la tendenza
Le organizzazioni professionali degli insegnanti propongono programmi specifici di sviluppo motorio nei primi anni di scolarizzazione. Le richieste includono la riduzione del numero di alunni per classe, per garantire un’attenzione individualizzata, e l’affiancamento di figure specializzate in psicomotricità. Gli esperti disegnano laboratori dedicati alle attività manuali, dove i bambini possano recuperare le competenze attraverso esercizi graduali presentati in forma ludica.
Il coinvolgimento delle famiglie rappresenta la chiave per un intervento efficace. I progetti pilota avviati in alcune regioni prevedono incontri formativi per i genitori, con indicazioni pratiche sulle attività quotidiane che favoriscono l’autonomia. Le linee guida raccomandano di affidare ai bambini piccoli compiti alla loro portata, come apparecchiare la tavola o riordinare i giochi.
L’investimento nelle strutture per l’infanzia viene considerato prioritario dalle associazioni pedagogiche, dato che l’esperienza collettiva negli asili facilita naturalmente l’apprendimento delle abilità sociali e pratiche.
La costruzione di nuovi posti nei servizi educativi potrebbe rappresentare la risposta più concreta a un fenomeno che rischia di compromettere lo sviluppo delle nuove generazioni.
Source link




