Lazio

uno spazio di cultura e reinserimento

Non è soltanto una biblioteca, ma uno spazio centrale nel percorso educativo dei giovani detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo.

Attiva dal 2014, la biblioteca dell’IPM è stata recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione che ne ha rinnovato ambienti e funzioni, trasformandola in un luogo più moderno, accogliente e fruibile.

Il progetto si inserisce nel solco dell’ordinamento penitenziario, che riconosce l’accesso alla cultura come diritto fondamentale delle persone detenute.

In questo contesto, la biblioteca rappresenta uno dei pochi spazi in cui i ragazzi possono vivere un’esperienza diversa dalla quotidianità carceraria, dedicata allo studio, alla lettura e alla costruzione di un’identità personale oltre la detenzione.

L’intervento è stato realizzato grazie a una rete di collaborazioni tra associazioni del terzo settore, professionisti e fondazioni.

La progettazione architettonica è stata curata da Maria Salzano, mentre gli arredi sono stati realizzati dalla falegnameria sociale FuoriBolla (Arpjtetto Eps), coinvolgendo direttamente i giovani detenuti nella costruzione dei mobili.

Un’esperienza pensata non solo come attività pratica, ma anche come occasione formativa e di responsabilizzazione.

Fondamentale il contributo economico della Chiesa Valdese, della Fondazione Nicola Irti e della Fondazione Favini-Gatta. Altri apporti sono arrivati sotto forma di donazioni materiali, come le vernici fornite dal cappellano dell’istituto, don Nicolò Ceccolini, e il supporto all’allestimento da parte della decoratrice Francesca Maffucci.

La biblioteca è seguita dall’associazione FuoriRiga ODV, impegnata da anni in progetti culturali all’interno degli istituti penitenziari. La presidente Francesca Columbano ha ribadito il valore della cultura come strumento di cura di sé e di crescita personale, soprattutto in un contesto fragile come quello della detenzione minorile.

A visitare i nuovi spazi è stato anche il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Stefano Anastasia, che ha sottolineato come iniziative di questo tipo contribuiscano a rendere effettivi diritti spesso limitati da carenze strutturali o organizzative.

Il coinvolgimento diretto dei ragazzi nella gestione del patrimonio librario, ha evidenziato, rappresenta un primo esercizio di cittadinanza e responsabilità, elementi centrali in vista di un futuro reinserimento sociale.

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