Lazio

Municipio I, maggioranza e opposizione unite sul progetto del parcheggio interrato a Piazza Risorgimento

Una “vittoria” trasversale che mette d’accordo maggioranza e opposizione. Il Consiglio municipale ha approvato una risoluzione, presentata dalla presidente della commissione Lavori Pubblici Giulia Callini, per istituire un tavolo tecnico con Roma Capitale.

Lo scopo è aggiornare gli studi di fattibilità per il parcheggio interrato di Piazza Risorgimento, un’opera considerata strategica per decongestionare l’area Prati-Vaticano.

Il progetto: sosta e sicurezza pedonale

L’intervento originario, che potrebbe ora essere ripreso e aggiornato, non riguarda solo i posti auto ma una riorganizzazione totale dello snodo:

  • Parcheggio Interrato: Realizzato tramite project financing (fondi privati), servirebbe a eliminare la sosta selvaggia in superficie.

  • Sottopassaggio Pedonale: Una soluzione cruciale per gestire in sicurezza le migliaia di pellegrini e turisti che ogni giorno transitano tra la stazione Metro Ottaviano e i Musei Vaticani.

  • Posti per i Residenti: La nuova mozione specifica la necessità di riservare una quota di stalli a tariffe calmierate per chi vive nel quartiere.

Perché Piazza Risorgimento sì e Largo Capponi no?

La politica locale sta tracciando una linea netta tra i diversi progetti di parcheggio nella Capitale. Mentre l’assessore alla Mobilità del Municipio, Adriano Labbucci, e molti residenti si sono opposti fermamente ai cantieri di Largo Capponi o Lungotevere Castello per l’impatto sul decoro monumentale, su Piazza Risorgimento il consenso sembra solido.

«È la conferma che i parcheggi servono laddove non compromettono il contesto urbano e monumentale», ha spiegato Callini. Piazza Risorgimento, già oggi un grande snodo di traffico e capolinea bus, si presta meglio a un’integrazione sotterranea rispetto ad aree di pregio storico più fragile.

La tabella di marcia verso il 2033

Il Municipio preme per non perdere altro tempo. La richiesta a Roma Capitale è di:

Avviare il tavolo tecnico entro i prossimi mesi.

Definire un cronoprogramma certo che eviti sovrapposizioni con altri grandi eventi.

Garantire il collaudo entro l’apertura della Porta Santa del 2033.

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