il 20 febbraio la consegna del primo Urbos
Non sono più una “chimera”. I nuovi tram prodotti dalla spagnola Caf sono pronti a sbarcare nella Capitale. Il primo esemplare ha già superato i test in fabbrica e inizierà il suo viaggio verso l’Italia tra il 18 e il 19 febbraio, diviso in due sezioni per agevolare il trasporto navale.
Una volta giunto al deposito di via Prenestina, inizierà la fase cruciale dei collaudi dinamici sulla rete romana.
Una flotta “senza fili” per il centro storico
La vera svolta tecnologica riguarda l’alimentazione. Grazie a un accordo con il Ministero, l’amministrazione ha ottenuto che tutti i 121 convogli siano equipaggiati con batterie integrate:
Interoperabilità: I tram potranno abbassare il pantografo e percorrere tratti di linea privi di catenaria (i cavi elettrici aerei).
Impatto Estetico: Questa soluzione è fondamentale per le nuove linee come la TVA (Termini-Vaticano-Aurelio), dove l’assenza di pali e fili preserverà il decoro delle aree monumentali.
Il piano delle consegne
L’obiettivo è colmare il gap della flotta nel minor tempo possibile:
Febbraio 2026: Consegna del primo esemplare.
Giugno 2026: Arrivo di almeno 10 convogli.
Dicembre 2026: Altri 10 mezzi consegnati, per un totale di 20 tram operativi entro l’anno.
Fine Legislatura: L’obiettivo finale è raggiungere circa 28 nuovi convogli in servizio regolare.
Depositi e sostenibilità
Per ospitare questi nuovi “giganti” (più lunghi dei tram attuali), la rete ha subito profondi cambiamenti. Il deposito di Porta Maggiore è stato riqualificato allargando i raggi di curvatura dei binari, mentre per il nuovo deposito all’ex centro carni Severini si punta all’autosufficienza energetica.
Il progetto prevede la copertura di 5 ettari con pannelli fotovoltaici per ricaricare le batterie dei tram, un’opera che potrebbe essere realizzata tramite project financing.
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