Umbria

Umbria nella sperimentazione nazionale per l’Ai nella pubblica amministrazione


di M.T.

L’Umbria entra nella fase sperimentale dei nuovi strumenti di intelligenza artificiale destinati alla pubblica amministrazione, all’interno di un programma nazionale che punta a testare soluzioni operative prima di un’eventuale estensione su larga scala. La regione è infatti coinvolta in uno dei quattro hub finanziati dal fondo Innovazione con uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro, promosso dal dipartimento per la Trasformazione digitale, in un contesto normativo che vede l’Ai Act italiano, la legge 132 del 2025, fissare principi e obiettivi senza però prevedere risorse dedicate alla loro attuazione.

L’hub a cui partecipa l’Umbria è guidato dalla Regione Puglia e coinvolge anche Abruzzo, Marche, Valle d’Aosta, Campania e la Provincia autonoma di Bolzano. L’obiettivo dichiarato è quello di sperimentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in alcuni passaggi chiave dell’attività amministrativa, valutandone l’impatto concreto in termini di supporto ai procedimenti e di rafforzamento della capacità amministrativa, mantenendo in capo ai funzionari pubblici la responsabilità finale degli atti e delle decisioni.

La sperimentazione si articola in quattro Proof of Concept che riguardano ambiti centrali per il funzionamento delle amministrazioni regionali e locali: la gestione dei processi amministrativi, l’istruttoria dei bandi di finanziamento, le procedure di gara e l’analisi comparativa dei modelli linguistici disponibili. Tra questi, uno dei filoni considerati più delicati è quello che interviene sulla redazione di determine e delibere, cioè sulla produzione degli atti amministrativi, tema che coinvolge direttamente anche le strutture regionali umbre.

In questo ambito, l’intelligenza artificiale viene integrata nei sistemi documentali con funzioni di supporto alla redazione, al controllo formale degli atti, alla verifica dei riferimenti normativi e all’individuazione di errori o omissioni. Si tratta di strumenti che, secondo quanto illustrato dai promotori del progetto, non sostituiscono il ruolo del dirigente o del funzionario, ma affiancano l’attività umana, lasciando invariata la catena delle responsabilità amministrative.

L’esperienza presentata dalla Regione Puglia, capofila dell’hub, si inserisce nel quadro del progetto Gaips, un sistema di controllo di regolarità amministrativa sulle determine dirigenziali sviluppato da Promo Pa Fondazione e finanziato con fondi Pnrr attraverso il partenariato Fair. Nel corso della presentazione del progetto, il responsabile del dipartimento per la Transizione digitale pugliese, Cosimo Elefante, ha sottolineato come l’evoluzione della digitalizzazione dei processi interni passi anche attraverso l’adozione di architetture di tipo “agentico”, capaci di coordinare più sistemi e di gestire l’accesso ai dati mediante tecnologie semantiche.

Per l’Umbria, la partecipazione alla fase sperimentale rappresenta un passaggio di osservazione e verifica sul campo di soluzioni che, almeno in questa fase, non sono destinate a un’adozione automatica. Il programma nazionale nasce infatti con una finalità dichiaratamente pilota, in un momento in cui il dibattito sull’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione è segnato dalla distanza tra le ambizioni normative e la disponibilità effettiva di risorse.

Il contesto europeo e nazionale vede l’Italia impegnata nel rincorrere uno sviluppo tecnologico guidato in larga parte da Stati Uniti e Cina, con una particolare attenzione, nel settore pubblico, ai temi della riservatezza dei dati, della trasparenza dei processi decisionali e della tracciabilità delle responsabilità. È proprio su questi aspetti che le sperimentazioni avviate nei territori, compresa l’Umbria, sono chiamate a misurarsi, verificando se e in che misura l’intelligenza artificiale possa essere integrata nei procedimenti amministrativi senza comprometterne le garanzie.

In questa fase, l’ingresso dell’Umbria nel programma si colloca dunque come un banco di prova tecnico e organizzativo, più che come una svolta immediata. I risultati delle sperimentazioni e le eventuali scelte successive dipenderanno dai riscontri operativi e dalle decisioni che verranno assunte a livello nazionale, anche in relazione all’evoluzione del quadro normativo e finanziario.

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