Solos fa causa a Meta per i suoi Ray-Ban: possibile ingiunzione in vista
Il settore degli occhiali intelligenti sembra essere uno dei pochi nuovi ambiti in cui ci sia del potenziale di crescita e quindi continua ad attirare l’attenzione di aziende sempre più ambiziose. Ma con questa crescita arrivano anche nuove tensioni, e la disputa tra Solos (un’azienda che, guardacaso, produce smart glass), Meta ed EssilorLuxottica ne offre un esempio evidente.
Negli Stati Uniti è partita una causa che potrebbe mettere in difficoltà un progetto su cui Meta investe da tempo. Le richieste di risarcimento raggiungono cifre elevate e riguardano presunte violazioni di brevetti legati ai Ray-Ban Meta.
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Una disputa che nasce da lontano
Secondo quanto riportato da Solos, l’azienda avrebbe iniziato a sviluppare modelli di occhiali intelligenti molti anni prima dei dispositivi firmati Meta. Nel catalogo compaiono funzioni come il controllo della musica, i comandi vocali, le traduzioni in tempo reale e l’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale.
La somiglianza tra queste funzioni e quelle integrate nei Ray-Ban Meta rappresenta il punto centrale della causa.
Solos sostiene che Meta ed EssilorLuxottica avrebbero tratto vantaggi diretti da anni di contatti con la sua tecnologia.
Nella denuncia compaiono diversi passaggi chiave. Solos afferma che alcuni dipendenti di Oakley, marchio controllato da EssilorLuxottica, avrebbero studiato le sue soluzioni già nel 2015. Nel 2019, sempre secondo l’azienda, alcuni prototipi sarebbero stati forniti per test interni.
Il ruolo dei contatti precedenti
Nella ricostruzione emerge anche il caso di una ricercatrice che avrebbe analizzato in ambito accademico i prodotti Solos prima di entrare in Meta con un incarico collegato allo sviluppo degli occhiali intelligenti. Secondo Solos, questo percorso avrebbe contribuito a trasferire conoscenze preziose all’interno dell’azienda statunitense.
La tesi è che, quando Meta ed EssilorLuxottica hanno avviato la produzione e la vendita dei loro occhiali, disponessero già di un bagaglio di informazioni ottenuto attraverso questi contatti diretti.
Al momento Meta ed EssilorLuxottica non hanno commentato la vicenda. La causa dovrà ora passare all’esame dei giudici e potrebbero emergere risvolti significativi, soprattutto considerando la richiesta di miliardi di euro di risarcimento e la possibile ingiunzione sulle vendite dei Ray-Ban Meta.
Alla fine resta la sensazione che la vera battaglia, più che nei tribunali, si giochi nel tentativo di definire chi potrà guidare questo segmento in piena trasformazione. Perché sì, ormai la concorrenza passa anche per queste vie.
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