La Sila a due velocità: a Lorica neve e sci, a Camigliatello no
Il soffio del vento prepotente prova a far svanire il sogno d’inverno della Sila Grande. Ma è una storia a due facce, quella di ieri. Da una parte, le cancellate sbarrate e gli impianti immobili. Dall’altra, piste aperte a dispetto di un sole che sembra in anticipo di mesi. È la cronaca bifronte scritta sui crinali della stessa montagna.
A Camigliatello Silano, gli impianti di risalita del Tasso (Monte Curcio) gestiti dall’Arsac sono fermi. La decisione, annunciata ieri, è drastica e motivata da ragioni di sicurezza: il vento, con raffiche oltre i 70 km/h in quota, ha attivato il blocco automatico degli impianti; le temperature “quasi primaverili” hanno allo stesso tempo liquefatto il prezioso strato di neve artificiale di riporto, custodito per tali evenienze. Il manto nevoso è compromesso. «Le condizioni meteorologiche delle ultime ore hanno reso non garantibili gli standard di sicurezza», spiega l’Arsac sulle sue pagine social, mentre annuncia di aver chiuso sia la Pista Rossa sia la Blu. Una battuta d’arresto amara dopo il cauto ottimismo seguito all’abbondante nevicata della scorsa settimana.
Scenario opposto, a Lorica. Qui gli impianti gestiti da Ferrovie della Calabria (gruppo Ferrovie dello Stato) restano aperti. La cabinovia opera, seppur a velocità ridotta, e gli skilift funzionano. Sono aperte le piste “Inferno 1” e “Inferno 2”, così come i campi scuola e i servizi dei rifugi, sebbene si segnali una neve “poco stabile” per l’alta umidità. La tregua meteorologica non porta speranze: le previsioni non indicano un ritorno significativo di freddo o neve utile a quote medie, ma solo pioggia e temperature miti. La finestra di opportunità aperta dalla grande nevicata rischia di chiudersi in fretta, lasciando la Sila in attesa di un nuovo, grande freddo.
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