Lazio

Un esempio di bullismo senile

dazi, dazi,

dazi li mettiam.

Poi domani i dazi rimuoviam: 

due dazi qui, tre dazi là..,

ma che paura ch’hanno a fa’…

Dazi tutti che s’han da pagà,

s’han da pagà!  

(per chi non ci arrivasse, l’aria esige Funiculì, funiculà) 

Il rispetto delle istituzioni in voga da anni, nel tentativo di dare ordine alle attività internazionali, rappresenta il grado di cultura politica di chi è eletto dal popolo di una nazione appartenente al novero di quelle ritenute democratiche, a torto o a ragione.

Purtroppo negli ultimi anni si deve assistere sempre più a evidenti trasgressioni proprio da parte di quei governanti che dovrebbero rappresentare, appunto, l’esempio ei come si rispettano le regole promosse e concordate a maggioranza.

In caso di contrasto, al limite, il ricorso all’ONU dovrebbe essere la via più perseguibile per manifestare il dissenso, in forma più o meno educata, ché è ancor vivo il ricordo di Kruscev, seduto al suo posto nel palazzo delle Nazioni Unite che non si fermava dallo sbattere una scarpa sul banco, contro l’affermazione di un rappresentante filippino che accusava l’Unione Sovietica di colonialismo a danno dei paesi europei satelliti della Russia. 

Oggi, invece, dopo l’uscita degli Stati Uniti dall’OMS, come promesso e fatto da Trump, il successivo attacco è diretto contro l’ONU, sostituita dall’istituzione del domestico Circolo Pickwick, per aspiranti Paperoni, chiamato Board of Peace, il quale, oltre a garantire il sospirato Nobel  al suo Presidente a vita, garantirà anche quanto prima la ricostruzione della Striscia di Gaza, a beneficio degli investitori nel progetto ludo-turistico, anche se al momento il problema di dove ricollocare i palestinesi, resta un intoppo che la forza d’urto trump-israeliana non ci metterà molto tempo a risolvere. 

Troppe lingue si sovrappongono e si accavallano a immagine e somiglianza dell’attuale presidente statunitense che sparacchia progetti e minacce qua e là, per rovesciarle sistematicamente il giorno dopo, aumentando col disordine il caos internazionale esistente, senza nascondere interessi personali, insieme al clan di fedelissimi, attraverso una leadership che mancava perfino a Celentano per mantenere coeso il suo, quello degli anni ’60.    

In definitiva, se le soluzioni proposte ed applicate dall‘attuale Presidente USA avranno un successo duraturo, il messaggio di Gaber contenuto nel suo CD “La mia generazione ha perso” non solo si dimostrerà profetico, come il messaggio che ha anticipato di un quarto di secolo ciò che stiamo vivendo oggi da spettatori inermi.

Non solo, ma attribuirà la “patente di inettitudine” a più generazioni, oltre alla mia  cresciuta dopo la fine della seconda guerra mondiale, per non essersi preoccupate nel corso di 70 anni di consolidare la pace, a somiglianza del bambino sull’altalena che attende le delicate spinte del padre per continuare a dondolarsi, senza far niente per imparare dagli altri bambini come piegare e allungare a tempo le ginocchia e imprimere al dondolo la forza necessaria per contribuire alla durata del divertimento.

Mi domando se siamo ancora in tempo a far procedere sulle gambe il progresso che sembra preferire camminare sulle braccia a testa in giù. Tuttavia mi sento troppo anziano per azzardare una risposta.

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