Genoa – Bologna, le parole di De Rossi dopo la vittoria
Genova. Una delle più grandi emozioni della sua carriera da allenatore l’ha definita Daniele De Rossi questa vittoria del suo Genoa contro il Bologna in sala stampa nella conferenza post-partita. Il mister rossoblù fa anche mea culpa per il primo tempo sottotono anche per le sue scelte e rende merito sia al Bologna sia i suoi: “Hanno giocato mezz’ora uno in meno, ma a determinare è stata anche la qualità dei nostri giocatori”.
Un primo tempo in cui il Genoa per De Rossi “nei primi 20-25 minuti è stato ordinato, aggressivo, simile al Bologna nel giocare palle in verticale e provare ad arrivare sulle seconde palle. Ho voluto mettere un giocatore offensivo in più, ma ne abbiamo perse troppe di seconde palle. Poi nel secondo tempo, complice la superiorità e il gol subito dopo espulsione, anche l’umore ha fatto un balzo incredibile. Lo stadio e i piedi dei miei giocatori hanno fatto il resto”.
Intanto la vittoria dà tre punti importantissimi: “La classifica è corta, siamo vicini a tutti e anche quelli sotto sono vicini”.
L’umore cambia con una partita del genere: “Anche vincendo 1-0 non sarebbe stato questo l’umore. Sono partite epiche. Con Milan e Atalanta abbiamo fatto partite migliori, ma penso sia un discorso di avere entusiasmo. Stasera però analizzo la partita perché qualcosa che non è andato c’è, anche per le mie scelte iniziali”.
Qualcuno sui social ha coniato una nuova parola dopo oggi: il Derossismo. “Se il Derossismo è far tirare sotto l’incrocio ai tuoi giocatori da 30 metri va bene – scherza – queste partite fanno la differenza nel bene e nel male, dobbiamo cavalcarle. Io vivo per queste giornate qui. Faccio questo lavoro per le emozioni e le ambizioni”.
In effetti questa è una delle volte in cui De Rossi di è lasciato andare di più: “Mi sarei emozionato anche se l’avessi vista sul divano, il calcio è bellissimo per questo. Altre sere ho mandato giù bocconi amari. Questo posto mi ha preso, mi ha catturato, mi faccio prendere dalle emozioni, è molto bello”.
La qualità conta eccome e i tre marcatori e i gol che hanno fatto lo dimostrano. Occorre però misurare il loro impiego su tutta la settimana. Soprattutto Ekuban e Messias non possono andare sempre a tutta: “Noi di solito alleniamo forte i ragazzi, ma in questa situazione di classifica ci siamo guardati e detti, che facciamo? Li spappoliamo ogni volta o ci tappiamo il naso? C’è uno storico anche recente di infortuni, per cui dobbiamo gestirli. Abbiamo imparato in questi mesi che c’è anche chi è stressato a prendere l’aereo”.
Il fatto che la vittoria sia arrivata proprio contro il Bologna sembra quasi un assist per quello che vuol dire De Rossi sul suo futuro al Genoa: “Nel pre-gara faccio sempre discorsi e oggi ho parlato di un sentimento sottovalutato e bistrattato: l’invidia per me è un sentimento sano se pulito. Oggi giochiamo contro una squadra che invidio e un allenatore che invidio. Il Bologna qualche anno fa era a metà classifica e il Genoa magari andava in Europa con Gasperini. Il sentimento di invidia deve essere anche nei giocatori perché devono essere ambiziosi e arrabbiati in modo sano e pulito. Poi ogni allenatore ha il suo carico di invidiosi, io no perché non ancora vinto niente. L’importante è che uno non rosichi sul divano. Ecco, io voglio dargli battaglia per far diventare il Genoa più forte del Bologna e deve essere trainato da tutti, anche dalla piazza, invece dietro la panchina già al 7′ ho gente che dice cambia questo, cambia quello”.
Sui singoli si concentra su Ekuban definendolo “Un esempio: combatte con il suo fisico che lo molla, invece lui non tradisce mai noi”. Malinovskyi invece è “un titolarissimo di questa squadra”.
Il cambio di Vasquez non è stato per un infortunio, ma tattico: “Volevo tenere i giocatori con spinta offensiva, non ha avuto grossi problemi. Aveva un fastidio al ginocchio nel primo tempo, ma credo sia gestibile anche se lui non si risparmia mai”.
Sul modulo in vista, probabilmente, anche dell’impiego di Baldanzi, chiarisce: “Siamo stati bravi a dare un’organizzazione in fase di blocco basso, dobbiamo poi decidere come difendere. In fase di possesso ci muoviamo. Baldanzi è un giocatore forte e che ha questo spirito qui. Negli spogliatoi è arrivato con gli occhi rossi perché forse non si aspettava un’accoglienza di questo tipo”.






