No, la neve non è bianca
Quando diciamo “bianco come la neve” tutti immaginiamo lo stesso colore abbagliante, simbolo dell’inverno e dei paesaggi alpini. Eppure la neve, in realtà, non è affatto bianca. È composta da minuscoli cristalli di ghiaccio che, come l’acqua, sono trasparenti. Allora perché ai nostri occhi appare così chiaramente bianca?
Per capirlo bisogna partire da cos’è la neve. Dal punto di vista scientifico, la neve è semplicemente ghiaccio. Tutte le precipitazioni, anche quelle estive, nascono inizialmente sotto forma di neve nelle nubi. Se durante la caduta attraversano strati d’aria più caldi, i fiocchi si sciolgono e arrivano al suolo come pioggia. Perché la neve cada al suolo, invece, serve che la temperatura resti sotto lo zero lungo tutto il percorso, dalle nuvole fino a terra. Durante la discesa, i fiocchi incontrano nell’aria microscopiche particelle di polvere, fuliggine o polline. Una minuscola goccia d’acqua ghiacciata si aggancia a queste particelle e, man mano che scende, accumula altro vapore acqueo che congela. Il modo in cui le molecole d’acqua si legano tra loro crea la tipica struttura esagonale del fiocco di neve, sempre diversa da fiocco a fiocco proprio perché ogni cristallo segue un percorso unico nell’atmosfera.
È qui che entra in gioco la luce. La luce del sole contiene tutti i colori dello spettro visibile. Quando colpisce la neve, ogni fiocco, con le sue superfici irregolari e sfaccettate, diffonde la luce in tutte le direzioni, un po’ come farebbe un insieme di minuscoli prismi. Tutti i colori vengono riflessi in modo uniforme e il nostro occhio li percepisce fusi insieme come bianco. È un effetto ottico, non una caratteristica del materiale. La differenza con un cubetto di ghiaccio sta proprio nella struttura: il ghiaccio compatto lascia spesso passare la luce, mentre la neve la rimbalza continuamente sulle sue superfici frastagliate, creando quello che gli esperti definiscono un “effetto specchio rotto”.
Non sempre, però, la neve è bianca anche visivamente. Sabbia trasportata dal vento può darle una tonalità giallastra o marroncina, mentre ruggine, batteri e alghe possono colorarla di rosso o rosa. È il caso della cosiddetta “neve anguria”, visibile anche sulle Alpi e in altre zone montane del mondo, causata da un’alga che produce un pigmento rosso per proteggersi dai raggi ultravioletti. Insomma, il bianco della neve non è un colore vero e proprio, ma il risultato di un raffinato gioco di luce e cristalli. Un piccolo inganno naturale che rende l’inverno così riconoscibile e affascinante.
✍️ Alan Conti




